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YOUTUBE Trapattoni in Germania: “Strunz come ti permetti”

BERLINO – Strunz, come ti permetti! A quasi 20 anni dalla celebre conferenza stampa e in occasione del suo compleanno numero 77, Giovanni Trapattoni partecipa inconsapevole alla celebrazione che i giornali tedeschi fanno del Bayern di Monaco vincitore sulla Juventus. Lo fa con un video che il sito del quotidiano tedesco Bild propone così:

“Il  leggendario e  rabbioso discorso di Trap in un video. L’ allenatore cult Giovanni Trapattoni festeggia [il 17 marzo] il suo 77 ° compleanno.Trap non ha solo celebrato grandi vittorie, in particolare ci si ricorderà sempre il 10 marzo 1998. Due giorni dopo la sconfitta del Bayern  0: 1 a Schalke 04 l’italiano arrivò a fare il suo rabbioso e leggendario discorso ai giornalisti”.

Oggetto dell’invettiva, in un tedesco maccheronico e sgrammaticato, era il giocatore del Bayern Thomas Strunz, ma per un orecchio italiano non esperto di calcio internazionale la parola sembra piuttosto un insulto. In realtà Trapattoni ce l’aveva proprio con lui, Thomas Strunz, che in quel periodo non brillava proprio, anche se poi si è riscattato diventando un buon elemento della nazionale tedesca.

Ecco le parole di Trapattini:

Ci sono momenti in questa squadra, o ci sono alcuni giocatori che dimenticano cosa sono, che stanno giocando in una squadra di professionisti […]

Un allenatore non è un idiota, un allenatore dovrebbe essere uno che vede cosa succede sul campo! Ci sono giocatori, due o tre giocatori che erano deboli come una bottiglia vuota! Avete visto mercoledì che squadra ha giocato mercoledì? Ha giocato Mehmet, ha giocato Basel o ha giocato Trapattoni? Questi giocatori si lamentano più di quanto giocano!Sapete perché la squadra Italia [intendendo: non c’è squadra in Italia che…] non compra questi giocatori? Perché abbiamo visto molte volte una quantità di queste partite! Abbiamo detto loro non sono giocatori per…eh.. i Meisters italiani! Strunz! Strunz è qui da due anni ed ha giocato dieci partite!

[Nel momento in cui dice questo compare un giocatore biondo, non ha numero sulla maglietta].

Lui è sempre infortunato! Come ti permetti, Strunz! L’anno scorso diventato maestro con Hamann, eh…, Nerlinger. [Nel momento in cui dice questo compaiono due giocatori bruni, non hanno numero sulla maglietta].

Questi giocatori erano giocatori e sono diventati maestri! È sempre infortunato! Ha giocato 25 partite in questa squadra, in questa lega! Devono rispettare gli altri colleghi! Hanno molti colleghi simpatici! Domandate ai colleghi! Non hanno il  coraggio di rispondere! Ma io so cosa pensano di questi giocatori! Devono dare un’indicazione: “ Ora io voglio…sabato, questi giocatori devono, mi devono far vedere, e devono far vedere ai fan, devono vincere da soli la partita! Devono vincere da soli la partita! Ora sono stanco di essere il padre di questi giocatori di essere il difensore di questi giocatori! Ho sempre io la colpa di questi giocatori! Uno è Mario, l’altro è Mehmet.

[Nel momento in cui dice questo compaiono due giocatori bruni, non hanno numero sulla maglietta].

Strunz è invece chi ha giocato il 25% della partita

[Nel momento in cui dice questo compare il giocatore biondo comparso per primo nel video e che non ha numero sulla maglietta].

Applausi. Dal pubblico arriva un BRAVO!

Trapattoni smette di parlare, raccoglie due carte e dice: Ho finito (dice “Ich habe fertig” invece di “Ich bin fertig”, quindi sgrammaticato come tutto il discorso).

Oggi, ricorda la Bild, Trapattoni ha un lavoro tranquillo, diverso da come era allora all’ FC Bayern . Dal 2010 allena persone selezionate dal Vaticano (Guardie Svizzere, Consigli Pontifici e guardie del museo). In passato ha allenato tra gli altri l’AC Milano, l’ FC Bayern, la Juventus di Torino, l’VfB Stuttgart e le squade nazionali italiana e irlandese ed ha festeggiato tra gli altri  sette campionati italiani, una Coppa di Germania, la vittoria della Coppa del Mondo e sei vittorie di Coppa Europa.

Nel 2013, a 15 anni dalla celebre filippica, Trapattoni e Strunz hanno fatto pace, in diretta tv, nel corso del programma tedesco “Markus Lanz” sulla Zdf.

Thomas Strunz era accusato di essere la “pecora nera” della squadra.

Alla vigilia della rappacificazione, Lo stesso giocatore in un’intervista ha rivelato che il Trap lo prese di mira per errore in quanto a differenza dei compagni Mario Basler e Mehmet Scholl non lo aveva mai criticato per essere rimasto in panchina. “Giovanni era sotto pressione per i nostri cattivi risultati, senza aver fatto un gol in cinque partite e con l’eliminazione in Champions League”, ha rievocato alla Sueddeusche Zeitung, “io avevo solo detto di non aver capito una decisione che comunque andava accettata, ma Giovanni ci mise tutti e tre nel calderone e picchiò duro”. Il fatto di essere stato additato come la pecora nera dal suo allenatore “all’inizio fu spiacevole, anche se in effetti ha poi aumentato il mio grado di popolarita’. Per tutti ero diventato il sinonimo del calciatore viziato e sempre infortunato. In seguito le cose sono cambiate e da zimbello del Paese sono diventato un apprezzato giocatore della nazionale, cosa che mi rende fiero”.

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