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YOUTUBE Catania: mafiosi si salutavano con bacio sulla bocca

Catania: presunti mafiosi arrestati per spaccio. L'operazione è stata denominata "Kiss" perché si salutavano baciandosi sulla bocca.

CATANIA – Presunti mafiosi che si salutavano baciandosi sulla bocca. Una ‘piazza di spaccio’ a Catania ripulita dai pusher. E’ il bilancio di un’operazione della polizia di Stato che, su delega della Procura Distrettuale di Catania, ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di sette indagati. Scrive l’Ansa che i reati contestati, a vario titolo, sono associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di armi, con l’aggravante di avere agito al fine di favorire l’organizzazione mafiosa Santapaola – Ercolano. Le indagini, condotte dalla squadra mobile di Catania, hanno evidenziato l’esistenza di un’articolata organizzazione criminale che gestiva una fiorente ‘piazza di spaccio’ di stupefacenti nel capoluogo etneo.

L’operazione è stata denominata “Kiss” perché gli appartenenti al gruppo si salutavano con un bacio in bocca secondo l’uso degli appartenenti alla stessa famiglia mafiosa. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti con l’aggravante di avere commesso il fatto per favorire l’attività dell’associazione mafiosa che fa capo al “gruppo Nizza” del clan Santapaola-Ercolano. Uno dei destinatari dell’ordinanza è riuscito a sfuggire all’arresto. Uno dei provvedimenti restrittivi è’ stato notificato in carcere.

Sono finiti in manette Vincenzo Grasso, di 28 anni, Dario Santostefano, di 27, Giuseppe Santostefano, di 42, Maurizio Torrisi, di 42, Orazio Vinciguerra, di 25. In carcere il provvedimento restrittivo è stato notificato a Carmelo Natale Anastasio, di 44. Agli indagati viene inoltre contestata l’aggravante di avere avuto la disponibilità di armi.

SiciliaJournal spiega come era organizzato il gruppo:

L’attività di spaccio, promossa ed organizzata da Maurizio Torrisi, era strutturata sul modello c.d. “napoletano” avveniva nelle ore pomeridiane, serali e notturne con turni predisposti di vedette e pusher. Il gruppo organizzato da Torrisi era capace di autonomi canali di rifornimento, soprattutto per la marijuana, favorendo all’occorrenza i suoi alleati, anche nello scambio di armi. Dalle investigazioni, supportate da video-riprese, emergeva la disponibilità in capo agli indagati di pistole e fucili. Il 20 agosto 2014, nell’ambito delle indagini in parola, personale della Sezione Criminalità Organizzata giungeva alla cattura di Torrisi, latitante dall’ottobre 2013, in quanto destinatario di un ordine di esecuzione per la carcerazione, emesso in data 11.10.2013 dalla Procura della Repubblica di Catania, dovendo espiare una pena di anni 3 e mesi 7 di reclusione per reati in materia di armi. Le indagini sono state ulteriormente corroborate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia da cui emergeva che Torrisi curava in prima persona i rapporti con i Nizza, partecipando ad incontri e veri propri summit e ricevendo dai vertici del citato gruppo un approvvigionamento settimanale di cospicui quantitativi di cocaina e marijuana da spacciare nel rione di “San Giorgio”, precisamente in via della Rondine.





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