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YouTube, cocaina nel pannolino: “Mio figlio sarà camorrista”

Lo stupefacente veniva nascosto nei muretti a secco, ripartito in dosi e confezionato all'interno dei contenitori per le sorprese degli ovetti di cioccolata

ROMA – La cocaina nascosta nel pannolino del bambino. E la mamma, orgogliosa, che dice “Un giorno sarà un camorrista di m…”. La femminuccia, più grande, già era consapevole che dallo spaccio poteva avere il suo tornaconto: “Papà, poi con i soldi mi compri gli occhiali?”.

A lei invece la droga la nascondevano in tasca per eludere i controlli dei carabinieri.La sua domanda ingenua è stata captata dalle microspie piazzate nell’auto del padre che è finito agli arresti, insieme ad altre 13 persone, nell’ambito di un‘inchiesta della Procura di Brindisi per spaccio di ingenti quantitativi di sostanza stupefacenti. Per gli inquirenti non era solo lei a venire utilizzata per celare la sostanza.

Anche un bimbo di 2 anni nel cui pannolino venivano inserite le dosi prima di essere cedute: “Sta imparando bene, da grande sarà un camorrista di m..” commenta orgogliosa la madre, non sapendo di essere intercettata. E’ un quadro “deprimente”, così lo ha definito il procuratore della Repubblica di Brindisi, Marco Dinapoli, quello che è emerso dagli approfondimenti investigativi dei carabinieri, coordinati dal pm Milto Stefano De Nozza.

L‘inchiesta è iniziata nel febbraio 2013 ed è andata avanti fino al giugno 2015. Si è avvalsa non solo di intercettazioni telefoniche, ma anche di pedinamenti e riscontri in flagranza. Sono stati sequestrati complessivamente 20 kg di droga. E’ stato così documentato un traffico di cocaina, hascish e marijuana acquistati nel barese e smerciati nel brindisino, in particolare a Villa Castelli, Oria, Ostuni e Ceglie Messapica, oltre che a Grottaglie, in provincia di Taranto. Nelle 120 pagine di ordinanza di custodia cautelare ci sono numerosissime conversazioni ritenute rilevanti dai magistrati.

E’ emerso che lo stupefacente veniva nascosto nei muretti a secco, ripartito in dosi e confezionato all’interno dei contenitori per le sorprese degli ovetti di cioccolata. Per diversi mesi i carabinieri hanno seguito le persone indagate, 7 delle quali sono finite in carcere e 7 ai domiciliari. Hanno anche prelevato il materiale dai nascondigli, destando lo stupore dei presunti pusher che sono giunti a ritenere che potesse essere stato divorato dai topi. L’accusa per tutti è di spaccio continuato di sostanza stupefacente con l’aggravante di essersi avvalsi dell’apporto di minori. Bambini in tenera età a cui veniva insegnato a diffidare dei carabinieri. Quanto accertato sarà segnalato al Tribunale dei minori di Lecce, per valutare eventuali provvedimenti da assumere per tutelare la crescita dei piccoli protagonisti (inconsapevoli) della vicenda.





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