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YOUTUBE “Cresta è contro Islam”. Capelli tagliati in campo

ROMA – “Quella cresta non va bene è contraria ai precetti dell’islam”. Non importa se la cresta fosse appena accennata. Waleed Abdullah, portiere dell’Al-Shabab, società calcistica saudita di Riyad, non ha potuto scendere in campo finché non ha acconsentito a lasciarsela tagliare. Il taglio, eseguito davanti alle telecamere, ha subito fatto il giro del mondo creando un certo imbarazzo all’Arabia Saudita dove si giocava la partita.

Nemmeno i calciatori possono esimersi dal rispettare le prescrizioni dell’islam in fatto di look. Le autorità sportive saudite hanno diramato direttive molto rigide sul taglio di capelli. Tanto che quando Waleed Abdullah, portiere della squadra di Riyad, è sceso in campo con una cresta leggermente accennata è scoppiato il finimondo.

Questo perché, come ha spiegato lo stesso arbitro, il taglio di capelli in questione è considerato contrario ai precedetti dell’islam. E così il calciatore si è visto costretto a scegliere: non giocare la partita oppure sottoporsi a una “spuntatina” in campo.





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