Blitz quotidiano
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YOUTUBE Dacca, l’arrivo dei carri armati bengalesi

DACCA – Carri armati bengalesi contro granate e fucili degli attentatori. Così ha inizio il posizionamento delle teste di cuoio locali prima del blitz al ristorante di Dacca dove terroristi islamici tenevano in ostaggio da dieci ore almeno una ventina di persone. L’attacco è stato rivendicato da un gruppo vicino all’Isis, Ansar-al-islam. Una strage. Secondo le notizie diramate dalle autorità del Bangladesh non ci sono sopravvissuti tra i dieci italiani rimasti intrappolati nella notte nel locale Holey Artisan Bakery di Dacca, assaltato ieri sera da un commando di miliziani affiliati all’Isis nel quartiere diplomatico della capitale bengalese.

Sono nove i cittadini italiani morti nel blitz tra forze speciali dell’esercito bengalese e il commando di jihadisti che venerdì si era barricato all’Holey Artisan Bakery di Dacca con almeno 33 ostaggi. Dopo quattro ore di scontro a fuoco nella notte solo 13 persone sono state tratte in salvo. Una volta dentro il bar ristorante nel quartiere diplomatico della capitale del Bangladesh, le teste di cuoio hanno trovato i corpi senza vita di 20 persone. Sei terroristi sono stati uccisi e uno catturato. Gli ostaggi erano quasi tutti stranieri. Dei 12 italiani presenti nel locale – 11 a cena più lo chef – 9 sono stati uccisi. La Farnesina ha confermato i loro nomi nel primo pomeriggio. Sono Adele Puglisi, Marco Tondat, Claudia Maria D’Antona, Nadia Benedetti, Vincenzo D’Allestro, Maria Rivoli, Cristian Rossi, Claudio Cappelli e Simona Monti.

 

Il premier Matteo Renzi ha deciso l’invio immediato di personale diplomatico che possa supportare l’attività dell’ambasciata italiana. L’aereo della presidenza del Consiglio decollerà nel pomeriggio ed è possibile che possa riportare a casa le salme dei connazionali uccisi. Tra le venti vittime del ristorante anche molti giapponesi. Lo riferisce l’esercito bengalese dopo il blitz delle forze speciali scattato alle 7,40 (le 3,40 in Italia) che ha portato alla liberazione di tredici ostaggi.

Sei terroristi sono stati uccisi dalle forze di cuoio e uno, ferito, è stato arrestato ha dichiarato in un intervento tv la premier Sheikh Hasina. «È stato un atto odioso. Il mio governo è determinato a sradicare il terrorismo» ha detto. Ora emergono i primi macabri dettagli di questa presa d’ostaggi inedita in questo Paese.

Le vittime, come ha riferito il Telegraph citando un soccorritore ed un ufficiale, sono state sgozzate: «con lame affilate» ha precisato l’esercito bengalese. «Quelli che sapevano recitare versi del Corano sono stati risparmiati, gli altri sono stati torturati» ha raccontato al Daily Star Rezaul Karim, padre di Hasnat che è stato tenuto in ostaggio per oltre 10 ore nel locale insieme alla sua famiglia: con la moglie Sharmin e la piccola Rayan, di 8 anni, stavano festeggiando il compleanno dell’altro figlio, Safa, 13enne, quando i terroristi hanno fatto irruzione nel locale sparando e lanciando molotov per poi prendere in ostaggio decine di persone. «Con i cittadini bengalesi non si sono comportati male: ci hanno anche dato anche da mangiare» ha detto.





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