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YOUTUBE Daria Bignardi a capo di Rai 3: “Non sono renziana”

L'ex conduttrice de Le Invasioni Barbariche Daria Bignardi è il nuobo direttore di Rai 3 e a chi l'attacca dice: "Renziana io? Ma se nelle mie interviste..."

ROMA – Daria Bignardi è il nuovo direttore di Rai 3 voluta dal dg Antonio Campo Dall’Orto nella sua squadra di giovani e donne alla direzione delle reti Rai. La nomina dell’ex conduttrice del Grande Fratello e delle Invasioni barbariche rappresenta una sorpresa e a chi l’accusa di essere vicina a Matteo Renzi replica: “Renziana io? Vada a vedere le mie interviste al premier”.

La Bignardi dopo la nomina è stata attaccata dall’opposizione del Pd per il presunto flop del talk show su La7 e per le interviste ritenute troppo morbide a Matteo Renzi e ha replicato a chi l’accusa:

“Quella degli insuccessi è una leggenda metropolitana. Guardate le medie di rete, le Invasioni barbariche hanno fatto il 4% da sempre – e parlando di Renzi dice -. Nell’ultima intervista insieme non l’ho trattato benissimo, andate a rivederla e ditemi se mi si può dare della renziana. Sono veramente delle sciocchezze. Giudicateci alla fine del mandato di tre anni”.

L’incarico sarà a termine, in linea con quello del dg. Poi si vedrà. Per Rai 1 Campo Dall’Orto chiede “tradizione e innovazione per una rete che non può correre troppo velocemente”. Rai2 “ha bisogno di più spinta perché si trova più a confronto con tutti i prodotti nuovi che arrivano”. Il ruolo di Rai3 è ancora da definire, ma “la forza di un’identità molto definita con un sempre più approfondito racconto della realtà”.

Anche a Rai 4 spetterà spingere sull’innovazione, puntando su target giovani e giovanissimi. I prossimi passaggi del progetto del dg sono la ricerca del chief financial officer e del direttore creativo (sono in lizza un interno e esterno), poi sarà la volta del piano industriale. Per le nomine alle testate se ne parlerà dopo le amministrative. Le voci contrarie, anche in azienda, però non mancano. Dopo l’Usigrai e l’Associazione dei dirigenti Rai a sottolineare

“la sorpresa di vedere tra i nomi che disegneranno il nuovo futuro editoriale delle tre reti generaliste un solo dirigente interno”.





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