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YOUTUBE. Elefanti birmani nervosi e obesi perché disoccupati

Elefanti: anche per loro la disoccupazione è una malattia. Non disboscano più le foreste: immalinconiscono ingrassando, si imbizzarriscono, muoiono prima

ROMA – Elefanti Myanmar nervosi e obesi: colpa della disoccupazione. Trascinare su e giù per le ripide colline i giganteschi tronchi di albero delle foreste birmane in Myanmar è davvero un lavoro duro. Di peggiore –  ed è quello che sta avvenendo – c’è solo restare senza lavoro. Perché, come per gli uomini, la disoccupazione regala agli elefanti i dubbi benefici di ansia, nervosismo, depressione.

Non solo: senza le otto ore per cinque giorni a settimana, ingrassano, diventano obesi e, stando ai padroni birmani, gli resta l’unica volontà di far sempre all’amore. Forse per esorcizzare un destino che inevitabilmente si accorcia: perché senza lavoro gli elefanti muoiono prima.

Thomas Fuller, corrispondente del New York Times, ha verificato sul terreno questa incredibile consonanza in termini di psicologia sociale tra uomini e pachidermi. Nel Myanmar finalmente istradato sulla via della democrazia, gli unici a non gioire sono proprio gli elefanti. Durante i lunghi anni della dittatura godevano di diritti del lavoro che gli umani si sognavano: maternità assistita, ferie, pensione a 55 anni. Quando negli zoo europei al massimo vivono fino a 20 anni.

Oggi, con la scomparsa progressiva delle foreste che gli stessi pachidermi hanno contribuito a disboscare (dal 1990 l’ex Birmania ne ha perso il 40%) e una legge che da tre anni proibisce l’esportazione di legname grezzo, i circa 5500 elefanti birmani – il numero più alto di esemplari in cattività al mondo – hanno visto un aumento del tasso di inoccupazione che ha raggiunto il 40% (quello degli uomini birmani è dieci volte più basso).

Il problema della condizione esistenziale degli elefanti si risolve rimettendoli in libertà come propongono gli animalisti? “Più facile a dirsi che a farsi”, dichiara il direttore della Wildlife Conservation Society, Simon Hedges. “Sono enormi, pericolosi, fanno paura. E’ arduo tenerli lontani dalle coltivazioni”. In più, “non c’è più spazio per loro nella foresta”, suggerisce Mr. Chit Sein, proprietario di elefanti.

Per ora la soluzione più a portata di mano è venderli sotto banco ai tailandesi che li utilizzano per esibizioni circensi. Ma i più non ne vogliono sentir parlare: “Non so cosa farò con i miei elefanti”, confessa Mr. Saw Tha Pyae al NYT, che come tanti li ha ereditati dal padre. “Ma non li venderò mai. Mai. Gli voglio troppo bene!”.

 





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