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YOUTUBE Fiumi di sabbia per siccità: VIDEO FOTO Po e Ticino

Fiumi di sabbia per siccità: un VIDEO realizzato sul Po da Giovanni Rossi per Cremona1 Tv. Su twitter le foto del grande fiume italiano e del Ticino.

CREMONA – Fiumi di sabbia per siccità: video e foto dei fiumi Po e Ticino a secco. Il Po è tre metri sotto lo zero idrometrico al ponte della Becca che si trova a pochi chilometri a sud di Pavia: qui, come scrive Il Corriere della Sera, il paesaggio del grande fiume italiano è lunare:

“Qui dove il «grande fiume» incontra il Ticino, le gobbe dei “sabbioni”» affiorano dovunque, lasciando le barche in secca e facendo riemergere gli scheletri degli alberi trascinati a valle dalle ultime piene. Che ormai risalgono a quasi un anno fa. Il 2015 è stato uno dei più asciutti degli ultimi dieci anni. Eppure, secondo gli esperti dell’Aipo, l’Agenzia interregionale per il Po, se si considera la stagione, “la magra di per sé sarebbe sì pronunciata, ma non eccezionale”. Nello stesso periodo del 2015 il livello era fermo a 2,1 metri sotto lo zero, l’anno prima a -1,7, mentre a fine gennaio 2013 l’idrometro si attestava a -2,56, più o meno come l’anno precedente”

Il vero problema oggi è che a un’estate molto arida, con tanto di dichiarazione di “crisi idrica” da parte dell’Autorità di Bacino del Po, è seguita una stagione autunnale altrettanto secca (se si escludono i brevi e disastrosi nubifragi di settembre nel Piacentino). Nel novembre 2014 sul Po ci furono almeno quattro piene, nel 2015 neanche una. E le riserve di acqua e neve sulle montagne sono ai minimi”.

Il video che in fondo all’articolo spiega meglio delle parole quello che sta succedendo. Il fiume è diventato una distesa di sabbia. Il filmato è stato girato vicino Cremona da Giovanni Rossi per Cremona1Tv.

D’altronde la situazione è allarmante: dopo un dicembre-record per il caldo e la siccità con il 91% di precipitazioni in meno rispetto alla media, a gennaio in Italia sono caduti praticamente gli stessi millimetri di pioggia dell’agosto scorso, con pesanti effetti per lo smog in città e una persistente siccità nelle campagne, dove la natura è sconvolta da un inverno che sembra primavera. La punta dell’iceberg di un inverno del tutto anomalo iniziato con il dicembre meno piovoso e più bollente da 215 anni è il caldo record dei giorni della merla che chiudono il mese di gennaio e secondo tradizione sono i più freddi dell’anno.

Smentita la tradizione il risultato si fa sentire sull’ambiente con le misure di contenimento dello smog che svuotano le città dal traffico ma anche l’insolito panorama delle montagne prive di neve mentre i grandi laghi sono praticamente svuotati, i fiumi si sono abbassati su livelli estivi, sui prati ci sono primule e viole e nelle campagne peschi, susini e mandorli sono già fioriti. Le preoccupazioni per gli effetti dell’inquinamento in città sulla salute si sommano a quelle per la siccità che sono evidenti dallo stato del più grande fiume italiano. Sul Po sembra essere in estate con livelli idrometrici che sono inferiori di oltre due metri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e il fiume diventa una distesa di sabbia.

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