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YOUTUBE Guano degli storni, la “pioggia” fetida su Roma

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Guano degli storni, la “pioggia” fetida su Roma

ROMA – Dopo la spazzatura sui marciapiedi il guano degli uccelli. E’ ormai da ottobre che in molte zone di Roma, in particolare al centro ma non solo, gli stormi di storni fanno i loro bisogni su passanti e auto e motorini parcheggiati, appestando la città con la puzza del loro guano. 

E’ quasi tutto il lungotevere, con i platani assiepati di uccelli, a mettere in pericolo macchine e persone. Dall’Eur a piazza Venezia, da via delle Milizie (in zona Prati) a lungotevere de’ Cenci (al Ghetto), chi sa quel che succede dalle 16:30 in poi non cammina, ma corre. O, se ce l’ha, apre l’ombrello. Tutto pur di riparasi dal temutissimo guano. Se anche non macchia gli abiti deturpa strade, marciapiedi e auto. E in ogni caso lascia un odore terrificante.

I turisti non capiscono: vedono i romani che corrono per attraversare il Tevere o li vedono aprire gli ombrelli anche sotto un sole pieno e si domandano se siano impazziti. Solo i più sfortunati, colpiti dal guano, capiscono, quando però è troppo tardi.

Il piano anti-storni del Comune non ha avuto alcun successo. Ogni tanto è qualche abitante della zona a sbattere delle pentole contro un palo di ferro per spaventare gli uccelli. Qualcun altro con un megafono diffonde il grido di una aquila. Ci si difende come si può. Nel silenzio dell’amministrazione, prima Ignazio Marino adesso Francesco Paolo Tronca. Ma la situazione, per romani e turisti, non cambia.

 

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