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YOUTUBE Ignazio Marino: “Non conosco ‘Riccardo’ Giachetti”

ROMA – Marino parla del suo nuovo libro e sbaglia il nome di battesimo del candidato sindaco Pd cambiandolo da “Massimo” in “Riccardo”, facendo quindi finta di non conoscerlo. Poi lo rinomina e lo chiama “Gianchetti”. L’ex sindaco di Roma, alla conferenza stampa di presentazione del libro “Un marziano a Roma” commenta la candidatura dell’esponente del Pd a primo cittadino in questo modo: “Io sono un professionista e mi chiedete di valutare una situazione senza conoscere la cartella clinica. Io non lo faccio. Se non conosco il programma di Riccardo Giachetti non lo conosco personalmente e quindi sbaglio, e di Virginia Raggi, che la conosco e l’ho incontrata diverse volte, è chiaro che è molto difficile esprimersi”.

Marino attacca il Pd e non risparmia nessuno, dal premier Matteo Renzi ai suoi ex assessori al commissario del partito romano Matteo Orfini, “un insetto che da solo può distruggere un campo di grano”. In scena sono andate oggi le ‘Catilinarie’ due punto zero, con accuse di “accoltellatori” e “guastatori”. Marino non è più sindaco, il Pd l’ha ‘epurato’ dopo 28 mesi di governo, e questo è il giorno della sua rivincita messa per iscritto nel libro ‘Un marziano a Roma’, sostantivo che molti hanno usato per definire la sua estraneità a certe logiche partitiche.

Nessun pelo sulla lingua dunque: “Se avessi seguito tutti i consigli del Pd forse mi avrebbero messo in cella di isolamento”, dice sicuro. L’ex chirurgo dem non scioglie ancora il nodo sulla sua candidatura ma parla del partito che lui stesso ha contribuito a fondare, “un partito che non esiste più”. E su Roberto Giachetti, candidato del Pd in corsa per il Campidoglio, commette due errori: prima lo chiama Riccardo e poi Gianchetti. Durissimo l’attacco a Renzi: “Quando sono diventato sindaco Roma era in una situazione drammatica e bisognava sganciarla dalle lobby. Purtroppo questo non è quello che vuole il governo di Matteo Renzi: preferisce sedersi ai tavoli con le lobby e decidere lì”.

E ancora: “Nell’allontanarmi questo governo, che risponde a Matteo Renzi, ha fermato molti dei cambiamenti che noi avevamo messo in atto”. E ce n’è anche per la Regione: “Il fatto che Roma abbia ricevuto, in 2 anni e mezzo, per il trasporto pubblico locale meno della metà di Milano è indice di una non piena collaborazione da parte del governo nazionale e regionale”.

Sugli ormai famosi scontrini che gli sono costati la carica da sindaco, Marino assicura di non aver “mai utilizzato denaro pubblico a fini privati. Anzi – spiega – ho utilizzato denaro privato per interesse pubblico”. E aggiunge, facendo ancora il nome del premier: “Mi piacerebbe che la stessa trasparenza venisse utilizzata dal capo del Governo che, lo leggo sui giornali, ha speso in un anno come presidente della provincia di Firenze 600mila euro in rappresentanza, rapidamente archiviate dalla magistratura contabile”.

Marino parla ai giornalisti di discontinuità della sua amministrazione e di Mafia Capitale: “Quando ricevetti il curriculum di Luca Odevaine (poi arrestato, ndr) lo esclusi perché aveva avuto ruoli di primo piano in amministrazioni guidate dal Pd in Comune e in Provincia e io preferivo professionisti meno legati al passato”. Non solo: “Prima dei primi arresti dell’inchiesta del procuratore Pignatone sulla criminalità organizzata a Roma il vicesegretario di Renzi alla segreteria nazionale del Pd, Lorenzo Guerini, mi sollecitò a nominare Mirko Coratti (poi indagato, ndr) vicesindaco allo scopo di ‘stabilizzare’ la giunta”. Ma Guerini smentisce “nuovamente e in modo categorico”.

L’ex sindaco affronta anche l’episodio di Papa Francesco che al ritorno dal viaggio a Philadelphia disse di non averlo invitato lui: allora sui media “la frase più gentile fu ‘Il Papa scarica Marino'”, ricorda rivelando di aver poi avuto un incontro chiarificatore con il Pontefice il 1 febbraio. “Le sue parole furono strumentalizzate dalla politica”, osserva. Il libro era atteso e le reazioni non si sono fatte attendere, in primis quella di Orfini: “Non faccio il recensore di romanzi fantasy”. E Guerini commenta ancora: “Da Marino oggi solo tanto livore e parole offensive nei confronti del nostro partito”(video Askanews):

 





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