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YOUTUBE Il video del raid sull’ospedale di Aleppo

ALEPPO – Gli infermieri che portano un paziente in barella, il dottor Muhammad Maaz, unico pediatra dell’ospedale, che inizia il turno di notte. E poi l’esplosione che il 29 aprile scorso ha ucciso 50 persone. Ecco in questo video pubblicato da Channel 4 gli istanti precedenti il raid sull’ospedale siriano di Aleppo gestito da Medici senza frontiere e dal Comitato internazionale della croce rossa. Nel filmato, registrato dalle telecamere di sicurezza, si vede per pochi secondi Muhammad Maaz in camice verde.

L’ATTACCO DEL 29 APRILE – “Il cielo sopra Aleppo sta crollando”: così Muskilda Zancada, responsabile di Medici senza Frontiere (Msf) per la Siria, ha descritto la situazione nella città del nord del Paese inghiottita in un vortice di violenza, dove i civili continuano a morire a decine sotto bombardamenti che non risparmiano ospedali e moschee e che rischiano di spezzare il tenue filo dei negoziati che cercano di trovare una soluzione al conflitto.

Da Mosca, l’agenzia Interfax ha riferito di un presunto accordo tra Russia e Stati Uniti per istituire un “regime del silenzio”, vale a dire una tregua temporanea, nei dintorni di Damasco, nella provincia di Latakia e nella stessa Aleppo. Ma fonti dell’esercito siriano hanno chiarito che la città martoriata del nord del Paese non sarà interessata alla sospensione dei combattimenti. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha detto che Mosca è disposta a “cooperare con Washington” per ridare fiato ad un processo negoziale che sembra essersi ormai incagliato sull’ostacolo principale: il destino del presidente Bashar al Assad, con le opposizioni che insistono sulla sua uscita di scena e il governo che continua ad opporsi fermamente. E nel frattempo il cessate il fuoco ufficialmente in vigore dal 27 febbraio sembra ormai prossimo al totale collasso.

“La violenza è nuovamente in forte aumento, ai livelli che abbiamo visto prima della cessazione delle ostilità”, ha affermato l‘Alto Commissario Onu per i diritti umani, Zeid Ra’ad Al Hussein, che ha denunciato il “mostruoso disprezzo per la vita dei civili da parte di tutte le parti in conflitto”. Mentre “ci sono rapporti profondamente inquietanti di consolidamenti militari che indicano preparativi per una escalation letale”. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite ha quindi rivolto un appello a tutte le parti perché “facciano un passo indietro per evitare il ritorno alla guerra totale”.





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