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YOUTUBE Iran, attacco Isis al Parlamento di Teheran: così sparano sul personale

TEHERAN – Pistole e fucili alla mano, i terroristi dell’Isis fanno irruzione nel Parlamento di Teheran, in Iran, e iniziano a sparare all’impazzata sulla folla. Una telecamera di sicurezza ha ripreso il momento dell’attacco in parlamento, avvenuto contemporaneamente all’attentato kamikaze nel mausoleo di Khomeini. Il bilancio degli attacchi è stato di 13 morti e oltre 50 feriti. Due attentati messi a segno il 7 giugno che sono il simbolo di un’azione coordinata e clamorosa dell’Isis contro l’Iran.

L’attacco – il primo del sedicente Stato islamico su territorio iraniano – è arrivato a sorpresa la mattina del 7 giugno, quando un primo gruppo di quattro terroristi ha fatto irruzione in Parlamento, senza tuttavia riuscire a raggiungere l’aula dove era in corso una seduta. Prima gli spari, con feriti e primi morti nei corridoi del palazzo, poi uno di loro si è fatto esplodere dopo aver raggiunto il quarto piano dell’edificio.

Subito dopo un altro attacco è avvenuto nella zona sud di Teheran, nel mausoleo nel quale è sepolto Khomeini con il figlio e, dal gennaio scorso, anche Akbar Hashemi Rafsanjani. Anche in questo caso i terroristi sono entrati in azione con Kalashnikov e pistole, sparando sui pellegrini che a quell’ora non erano molto numerosi. E anche in questo caso è entrato in azione un kamikaze che, secondo gli investigatori, potrebbe essere una donna. Ma la conferma non c’è ancora stata, anche perché il ministero dell’Interno ha riferito che alcuni terroristi erano vestiti da donne, probabilmente per nascondere meglio le armi sotto il chador.

Secondo quanto riferito dal ministro dell’Intelligence, Mohammad Alavi, altri gruppi di terroristi stavano per entrare in azione ma sono stati scoperti e bloccati dalle forze di sicurezza. Proprio le forze di sicurezza, con i Pasdaran in prima fila, sono intervenute immediatamente per bloccare gli attacchi. Tra i corridoi e le stanze del Parlamento si è scatenata una vera battaglia, come dimostra anche un video diffuso dall’agenzia Amaq assieme alla rivendicazione dell’Isis. Si è parlato in un primo momento di una presa di ostaggi. Ma alla fine le forze di sicurezza sono riuscite a incastrare i terroristi e a ucciderli tutti.

Il bilancio finale, in ogni caso, è stato pesante, con 13 morti, dichiarati “martiri vittime del terrorismo”, 52 feriti, di cui molti gravi, e sette terroristi uccisi. In tutta questa tragica situazione, però, il Parlamento ha voluto dare una prova importante: a porte chiuse, e incurante degli spari, la seduta è andata avanti, presieduta da Ali Larijani. Come dire che l’Iran e le sue istituzioni non hanno alcuna intenzione di piegarsi al terrore. E tra i banchi, mentre si udivano i colpi, molti deputati hanno lanciato slogan contro l’America e l’Arabia Saudita, ritenuti sponsor dell’Isis e degli attacchi.

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