Blitz quotidiano
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YOUTUBE Maria Elena Boschi, casa assediata per salva banche

LATERINA (AREZZO) – Assedio a casa Boschi: protesta direttamente davanti alla casa della famiglia del ministro Maria Elena Boschi, a Laterina (Arezzo), da parte di alcune decine di risparmiatori e clienti che si ritengono vittime del così detto decreto ‘salva banche’. Una manifestazione nella piazza dello stesso paese di Laterina era stata annunciata nei giorni scorsi, ma prima di recarsi nel piccolo centro, i manifestanti hanno voluto anticipare il loro presidio proprio davanti all’ abitazione dei Boschi.

Esposti cartelli e striscioni contro il decreto e richiedere i soldi considerati persi, nonché altre scritte contro il ministro Boschi, il premier Renzi e il Governo. La protesta è stata rumorosa, con fischietti e tamburi, ed è stata attuata presso il cancello dell’abitazione. E’ durata circa mezz’ora, poi i manifestanti si sono trasferiti in corteo nel paese di Laterina, che dista circa un chilometro.

La protesta davanti alla casa della famiglia Boschi, riconoscibile perché dipinta di rosa, si è svolta in modo pacifico e a distanza ravvicinata alla proprietà, sotto lo sguardo delle forze dell’ordine che da mesi ormai sono impegnate nel servizio di controllo e sicurezza della casa del ministro. I manifestanti hanno gridato invettive contro il governo e il decreto che, a loro dire, li avrebbe totalmente privati dei loro risparmi in banca. Dall’abitazione della famiglia del ministro Boschi non c’è stato alcun segnale di reazione, alcune ‘persiane’ delle finestre erano aperte, ma nessuno è stato visto affacciarsi.

Carabinieri e funzionari della polizia hanno convinto, dopo un certo tempo, le “vittime del salva-banche” a liberare la strada di accesso all’abitazione, dove non risulta fosse prevista nessuna iniziativa ma dove le “vittime del salva-banche” si erano dati appuntamento con un passaparola, e a dirigersi invece verso la piazza del paese. Cosa che i manifestanti hanno fatto a piedi percorrendo un tratto di strada in salita.

Dopo la protesta, le vittime del decreto ‘salva banche’ chiederanno un incontro con i vertici dell’Abi, l’associazione delle banche italiane, per proporre un modo per ristorare i loro risparmi azzerati dal decreto. “Siamo qui a Laterina perché tra gli amministratori che hanno portato al fallimento di Banca Etruria c’è stato anche il padre del ministro Boschi – spiega una dei portavoce della protesta, Letizia Giorgianni – siamo stati a protestare davanti a tutti i soggetti che riteniamo responsabili del danno che abbiamo subito, a Montecitorio, davanti alla Banca d’Italia, alla Consob, alla Leopolda. Ora stiamo per chiedere un incontro con l’Abi per proporre che i ricavi dalle vendite delle quattro ‘bad bank’ vadano al ristoro dei nostri risparmi azzerati”.

La portavoce delle vittime del decreto ‘salva banche’ aggiunge anche: “Sappiamo che sicuramente il ministro Padoan non è d’accordo”, ma “noi vorremo proporre lo stesso questa soluzione alle banche e all’Abi che le rappresenta con l’auspicio che spontaneamente possano venirci incontro in questo modo”. Giorgianni ha ricordato che a fine 2015 “il fondo interbancario ha salvato Banca Tercas. Perché noi no?”. Letizia Giorgianni sull’iniziativa di Laterina ha anche aggiunto che “serve per mantenere l’attenzione mediatica su questa vicenda in modo anche che non risucceda più ad altri”.

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