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YOUTUBE Mistero ragazza morta nella cisterna dopo “rituale”

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VANCOUVER – Tra tutti i casi misteriosi degli ultimi decenni, un posto di riguardo merita sicuramente quello di Elisa Lam. Nel febbraio 2013 la studentessa 21enne di Vancouver (Canada), è stata trovata morta all’interno del serbatoio dell’acqua situato sul tetto del Cecil Hotel di Los Angeles. La ripresa della telecamera di sorveglianza dell’ascensore ha registrato il comportamento di Elisa pochi istanti prima che perdesse la vita.

Un comportamento bizzarro, inspiegabile. La donna infatti spinge tutti i pulsanti dell’ascensore, ma vedendo che le porte non si chiudono inizia ad avere degli scatti nervosi, quasi innaturali. Elisa inizia a guardarsi intorno, come se aspettasse, o si nascondesse da qualcuno, poi inizia a muovere le braccia e le mani in un modo strano, non umano. Alcuni hanno suggerito che si trovasse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, ma il Coroner del Dipartimento di LA County non ha trovato alcuna traccia di droghe né di alcol durante l’autopsia.

Si tratta di un video che ha fatto il giro del mondo. Il video suscita anche molti interrogativi sulla condizione mentale di Elisa, che qui sembra in preda ad una inspiegabile crisi. Molte sono le domande, pochissime le risposte. Elisa non si trova. Inutili sono gli appelli dei genitori e della sorella, giunti dal Canada nel disperato tentativo di fare luce sulla scomparsa della figlia. I Lam sono certi nell’affermare che, a dispetto di quando suggerito dal video ripreso nell’ascensore dell’hotel Cecil, la figlia non non ha mai manifestato prima d’ora segni di un disturbo psichiatrico.

Nel frattempo, per gli ospiti dell’hotel si presenta qualche altro problema, oltre al trambusto mediatico legato alla scomparsa di Elisa. Da qualche giorno l’acqua in alcune stanze scarseggia. Ha uno strano colore ed uno strano sapore. Le proteste sono tali che, finalmente, il 19 febbraio 2013 un addetto si reca a controllare sul tetto dell’hotel, le enormi cisterne metalliche. La scoperta è agghiacciante: in una di queste enormi cisterne (peraltro chiuse da un coperchio pesantissimo) c’è un cadavere. E’ il corpo di Elisa Lam, in avanzato stato di decomposizione. Per diciannove lunghi giorni, gli ospiti dell’albergo hanno bevuto l’acqua proveniente dalla cisterna in cui era caduta Elisa.

Ma Elisa, lì, chi ce l’aveva portata? Come era riuscita da sola ad entrare in una cisterna d’acqua, accedendo ad un’area protetta anche da allarmi? La morte di Elisa era in qualche modo legata alle ultime sue immagini, a quel “rituale” indecifrabile compiuto nell’ascensore? Tutto ciò rimane ancora un mistero.

 

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