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YOUTUBE Noto, corsa clandestina cavalli. Due denunce: l’ombra della mafia

Noto, corsa clandestina cavalli. Due denunce: l'ombra della mafia

Noto, corsa clandestina cavalli. Due denunce: l’ombra della mafia

SIRACUSA – Uno sciame di motorini percorre la provinciale tra Noto e Canicattini (provincia di Siracusa) suonando all’impazzata il clacson. In mezzo agli scooter (su cui si viaggia anche in tre e senza casco) ci sono due cavalli e calesse, che galoppano mettendo in scena dei testa a testa.

Le auto che arrivano in senso contrario ad accostare. Le immagini sono ora finite in mano alla polizia, dopo che sono state pubblicate sui giornali locali, sul Corriere della Sera e su Facebook e YouTube.

Il commissariato di Noto ha denunciato due persone ed avviato un’indagine che potrebbe portare a ulteriori conclusioni, dato che le persone denunciate sarebbero in stretti rapporti con esponenti locali della malavita organizzata e perché le centinaia di persone che accompagnano i cavalli nella loro gara sono molto probabilmente scommettitori di una giocata clandestina.

Scrive il Corriere della Sera che pubblica anche uno dei video:

“(…) La “scorta” dei motorini fa da scudo e da apripista ai due cavalli e ai loro guidatori, i video immortalano scene di incitamento da parte di chi accompagna la galoppata (molti senza casco) lungo un tratto di asfalto di almeno tre o quattro chilometri; altre persone, ferme ai lati della provinciale seguono la competizione e filmano con i telefonini. Non solo la gara si svolge nello sprezzo di qualunque norma ma i video sono stati in seguito postati sui social”.

Da lì sono partiti gli uomini del commissariato per identificare i partecipanti alla corsa. Per ora sono stati denunciati due uomini di 58 e 53 anni, già conosciuti alle forze dell’ordine. Sono il proprietario e l’allenatore di uno dei cavalli che ha partecipato alla gara di maggio; sono entrambi accusati di maltrattamento di animali e organizzazione di eventi clandestini. “Non abbiamo ancora contestato le scommesse – precisano dal commissariato di Noto – ma le indagini vanno avanti: l’esperienza ci dice che quando avvengono fatti del genere dietro c’è sempre un giro di soldi; spesso gli organizzatori sono appartenenti a clan mafiosi”. La polizia ha perquisito anche i locali di un allevamento ritrovando il calesse usato in una delle due competizioni e riconoscendo anche “Luchino”, uno dei due cavalli impegnati”.

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