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YOUTUBE Papa Wemba muore su palco: addio simbolo World Music

ROMA – E’ morto Papa Wemba, crollato sul palco dove si stava esibendo ad Abidjan in Costa d’Avorio Soprannominato ‘l’usignolo’ ma anche il ‘Jonny Halyday’ africano, era uno degli artisti africani più popolari della scena musicale mondiale.

Nato nel ’49, era considerato il padre della rumba africana, un simbolo della World Music e l’ambasciatore dell’afro pop.

Ormai questo terribile 2016 riserva quasi quotidianamente una notizia di morte per i grandi della musica. Nemmeno il tempo di fare i conti con la scomparsa di Prince ed ecco che, dopo un malore sul palco di un concerto in Costa d’Avorio, se n’è andato Papa Wemba, un mito della musica africana e un simbolo della World Music: non a caso negli anni ’90 aveva registrato tre album per la Real World di Peter Gabriel, la casa discografica fondata dall’ex voce dei Genesis proprio per dare voce e suoni alle “musiche” del mondo proprio sull’onda della sua passione per l’Africa.

Jules Hungu Wembadio Pene Kikumba, era questo il suo vero nome, era nato nel 1949 a Lubefu, nel distretto di Sankur, è stato uno dei musicisti più celebri mai nati nella Repubblica Democratica nel Congo. Lo chiamavano “l’usignolo” o “il Johnny Hallyday africano”: ha cominicato a farsi notare negli anni ’60 con la band Zaiko Langa Langa, una vera e propria fucina di talenti. E’ stato proprio in questi anni che Papa Wemba ha messo a punto quella sua particolare formula di rumba africana che gli ha dato la fama internazionale: già negli anni ’70 il primo successo, “Choucouna”.

A metà degli anni ’70, insieme a Evoloko Lay Lay, Mavuela Somo e Bozi Boziana, ha fondato una nuova big band, la Isifi Lokole (Isifi è l’acronomimo di “Institut du Savoir Ideologique pour la Formation des Idoles”), formazione di grande successo grazie a brani come “Amazone”. Il travolgente successo in Africa non ha dato stabilità alle sue formazioni, costantemente minata dalla presenza di troppi personaggi dall’ego ingombrante.

Il tutto fino a che non si mette alla testa di una nuova band, Viva la Musica che continuerà a guidare fino alla fine. Tanto è vero che quando, proprio sulla spinta del successo montante della World Music, come molti altri colleghi africani, si trasferì a Parigi, mantenne due formazioni: Viva la Vita a Kinshasa e Viva Tendance a Parigi: con la prima rimaneva legato alla rumba africana, con la seconda era più in linea con i suoni “World”. Papa Wemba è stato un abile scopritore di talenti, un produttore musicale, un attore, ha recitato nel 1987 nel film belga zairese di Ngangurà Dieudonné Mweze e Benoit Lamy “La vie est belle”, mentre nel 1999 Bernardo Bertolucci ha scelto due suoi brani per la colonna sonora di “L’assedio”. Nel 2001 in America aveva ricevuto il premio per il trofeo di miglior cantante africano. A seguire foto e video della morte sul palco di Papa Wemba, sconsigliate ad un pubblico sensibile: 

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