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YOUTUBE Prince, Bruce Springsteen suona Purple Rain

NEW YORK – “Ogni volta che riuscivo a vedere un suo concerto, mi rendeva umile. Mi mancherà lui, e mi mancherà questa cosa”. Con queste parole Bruce Springsteen ha reso omaggio a Prince, aprendo il suo concerto di sabato 23 aprile al Barclays Center di Brooklyn con Purple Rain, uno dei brani più famosi del cantante scomparso.

Intanto, un comunicato dell’entourage del cantante rende noto che si sono svolti i funerali privati lampo, i cui resti sono già stati cremati. L’ultimo addio alla star è stato dato con una piccola cerimonia privata alla quale ha partecipato un gruppo ristretto dei famigliari, degli amici e dei musicisti “più amati”.

Privato anche il luogo in cui riposeranno i resti, mentre in futuro è prevista una “celebrazione musicale”. Mentre l’America si tinge di viola per commemorare la superstar, l’autore del celebratissimo brano ‘Purple Rain’ scomparso giovedì scorso all’età di 57 anni, resta il mistero sulla sua morte, così come l’interrogativo su chi erediterà la sua fortuna e il suo presunto tesoro musicale di inediti chiuso nella cassaforte della sua residenza alle porte di Minneapolis, dove è stato trovato privo di vita in un ascensore.

In attesa dell’esito ufficiale dell’autopsia di sabato e degli esami tossicologici, che potrebbero richiedere settimane, gli investigatori, dopo aver scartato le ipotesi di un suicidio o di un omicidio, cercano di ricostruire la ‘storia medica’ di Prince, compreso il malore in volo che aveva costretto il suo Falcon ad un atterraggio di emergenza, una settimana prima del decesso. Il suo staff aveva sostenuto che si trattava di influenza ma chi indaga vuole verificare anche con l’ospedale di Moline, dove rimase ricoverato solo per poche ore. Al setaccio anche le ricette farmaceutiche usate dal musicista, ma gli inquirenti non hanno voluto commentare nessuna delle indiscrezioni sull’assunzione di farmaci oppiacei anti dolorifici ne’ l’ipotesi di una overdose. Appare chiaro tuttavia che la pista seguita per ora e’ questa. Difficile pensare, pur se non da escludere, ad un malore, anche sulla base delle testimonianze raccolte per ricostruire le ultime ore dell’artista, che sembra aver fatto la vita di tutti i giorni ed essere apparso come al solito alla gente che frequentava.

Come ha riferito Bob Fuchs, che lo aveva visto sabato scorso entrare nel suo negozio di musica Electric Fetus a Minneapolis – un negozio che frequentava da 30 anni – e comprare una mezza dozzina di cd. O come hanno riferito gli amici che lo hanno accompagnato a casa mercoledì sera, la vigilia della sua morte. Ora attorno alla sua villa c’è un pellegrinaggio incessante di fan con fiori e palloncini viola. Ma in tutto il paese è un fiorire di omaggi al genio di Prince. I suoi ammiratori gli hanno organizzato via Facebook dei funerali jazz lunedì a New Orleans.

I partecipanti vestiranno di viola – colore distintivo dell’artista, dopo il suo capolavoro ‘Purple rain’ – e ci saranno bande in Marcia, mentre al tramonto verranno liberate colombe bianche nello storico quartiere di Tremé, luogo di nascita della musica jazz di New Orleans. Ventidue anni dopo la sua uscita, invece, tornerà nei cinema ‘Purple rain’, il cult film con Prince, che ne curò anche la colonna sonora: lo ha annunciato la catena di movie theater ‘Amc Theatres’, che lo proporrà in 87 delle sue sale da oggi a giovedì.

La scomparsa di un genio – Da oltre trent’anni ogni nuova canzone diventava un evento, la geniale musica di Prince, uno degli artisti più versatili, prolifici e ingovernabili è ritenuta imperdibile. Prince Rogers Nelson, in arte Prince, era nato il 7 giugno 1958. Cantante, musicista, attore, regista e produttore, il genietto di Minneapolis dalla fine degli anni Settanta ha frequentato e sapientemente mixato i più svariati generi musicali: dal soul al funk, passando con disinvoltura al jazz, al pop e al rock psichedelico, conquistandosi una folta schiera di fedelissimi fan che seguono ossessivamente le sue gesta, impegni e intemperanze.

A chi andrà l’eredità del cantante? Non aveva moglie né figli, sui destinatari del ‘tesoro’ non ci sono indiscrezioni – Una settimana fa – sostiene Tmz – Prince era stato ricoverato in ospedale per una overdose di oppiacei e non per una banale influenza come invece dichiarato dal suo manager. Il 15 aprile scorso, l’aereo privato di Prince aveva fatto un atterraggio d’emergenza in Illinois, di ritorno da un concerto ad Atlanta, e l’artista era stato ricoverato d’urgenza. Lo stesso Tmz in quell’occasione parlò, citando il suo manager, di un ricovero di qualche ora dovuto al peggioramento di un’influenza con la quale Prince era alle prese da qualche giorno. Invece, sostiene il sito di gossip, Prince fu sottoposto ad un trattamento urgente (tecnicamente il ‘save shot’) per una overdose da oppiacei.

I medici avrebbero voluto trattenerlo in ospedale per qualche giorno, sostiene ancora Tmz, ma non essendo disponibile una stanza privata l’entourage del cantante ha chiesto di farlo dimettere.

 

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  • Prince, Bruce Springsteen suona Purple Rain
  • Terrance May, a musician who goes by the name May Millions, appears at a makeshift memorial for singer Prince outside the dance venue First Avenue
  • "Goodnight Sweet Prince" read the display screens in Target Field in Minneapolis
  • Flowers and a sign appear on the fence at Paisley Park Studios, the home and studio of singer Prince
  • A woman wept outside Paisley Park in Chanhassen, Minn., Thursday, April 21
  • La copertina dell'album 'Parade', 1986
  • In this May 2, 1990 photo Prince performs a benefit concert for the family of Charles (Big Chick) Huntsberry in Minneapolis
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