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Senato unioni civili: Giovanardi denuncia baci gay, Gasparri denuncia Lo Giudice di aver comprato un bimbo. E Bagnasco chiede il voto segreto...

ROMA – Dentro il Senato: baci gay in aula (almeno denunciati da Giovanardi) e Gasparri che accusa Lo Giudice di essersi comprato un figlio. Fuori dal Senato: il presidente della Cei Angelo Bagnasco che invita il Senato al voto segreto per il disegno di legge sulle unioni civili e il governo che rimanda l’invito al mittente. Non è stata certo una giornata noiosa quella della discussione in Senato del ddl Cirinnà.

Il bacio gay, le accuse di Giovanardi e Gasparri contro Lo Giudice.

Un presunto bacio gay in Tribuna ha scatenato la bagarre in Senato, contribuendo a surriscaldare un clima già teso, culminato in un duro attacco di Maurizio Gasparri al senatore del Pd Sergio Lo Giudice, accusato di aver “comprato un bambino”, visto che ha un figlio ottenuto con la maternità surrogata. Ad accendere le polveri ci ha pensato Carlo Giovanardi che, mentre illustrava i propri emendamenti, si è improvvisamente rivolto alla presidente di turno Valeria Fedeli per “denunciare” alcuni militanti Lgbt, che seguivano i lavori in tribuna: “provocano – ha detto – e tentano di baciarsi tra loro”. Alle proteste di diversi senatori e senatrici del Pd, Giovanardi ha replicato: “queste cose sono state rivolte a me e l’assistente parlamentare è dovuto intervenire, e per questo lo ringrazio”. “Ma sei ossessionato!” è sbottata la senatrice Valeria Cardinali.

Ma Giovanardi non si è placato: “si baciano per provocare i senatori, occorre un decoro in quest’Aula!”. Concluso il proprio intervento il senatore di Idea si è lamentato con cronisti che gli esponenti Lgbt, oltre che baciarsi gli avrebbero anche fatto linguacce. Piu’ tardi l’attivista Lgbt contro cui si è scagliato Giovanardi, Andrea Maccarone, ha negato ironicamente il bacio gay in tribuna: “Giovanardi ormai sogna baci tra uomini ovunque. Ma, purtroppo, non ci siamo baciati davvero!”. E aggiunge:” ma oltretutto chi ha paura di un bacio?”.

Molto più violento lo scontro tra Gasparri e Lo Giudice. Il primo, riferendosi ad una intervista del secondo in cui ha racconato di avere un figlio grazie all’utero in affitto praticato all’estero, ha interpellato Lo Giudice “sul costo dell’acquisto del famoso bambino comprato”. Subito sono partite le proteste dal gruppo del Pd e dallo stesso Lo Giudice, che ha gridato “non ti permettere”. “La legge per comprare i bambini – ha pero’ insistito Gasparri – non si puo’ fare”. E visto che la senatrice Mussini ha gridato “lascia stare i bambini”, Gasparri ha subito replicato: “Bisogna lasciare stare i bambini, sono d’accordo. Non sono io che li compro. I bambini non si comprano – ha aggiunto tra le proteste dei Dem – perche’ altrimenti poi si possono anche vendere”. Lo Giudice è stato poi difeso in aula dal senatore Dem Francesco Russo che ha stigmatizzato gli “attacchi personali, lesivi della dignita’ della persona. Ci si e’ abbassati al livello di citare e tirare in mezzo bambini”. La polemica è proseguita a suon di dichiarazioni di esponenti del Pd contro Gasparri, il quale su Twitter ha replicato: “Il Pd dice a parole no all’ utero in affitto, ma in pratica difende Lo Giudice, che ha usato utero in affitto all’estero #ipocrisia”.

L’invito di Bagnasco e la reazione del Pd.

“Ci auguriamo che il dibattito in Parlamento e nelle varie sedi istituzionali sia ampiamente democratico, che tutti possano esprimersi, che le loro obiezioni possano essere considerate e che la libertà di coscienza su temi fondamentali per la vita della società e delle persone sia, non solo rispettata, ma anche promossa con una votazione a scrutinio segreto”. Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, a margine della Messa per la giornata del Malato commentando l’iter del ddl Cirinnà.

“I vertici della Chiesa hanno tutto il diritto di intervenire del dibattito pubblico ed esprimere una posizioni sui contenuti” delle leggi ma “intervenire sul calendario e sulle procedure di voto merita a pieno titolo la patente di un’ingerenza negli affari dello Stato che non dovrebbe competere alla Conferenza episcopale”. Lo afferma, interpellato al telefono sulle parole del cardinal Angelo Bagnasco, il senatore Pd Sergio Lo Giudice, tra i principali sostenitori del ddl sulle unioni civili.

“Bagnasco: “il voto sulla legge sia segreto” Cardinale pensi alle anime che alle leggi ci pensiamo noi”. Lo scrive, in un tweet, il deputato Pd Alessandro Zan commentando le parole del presidente della Cei in merito al voto sulle unioni civili.

“Le esortazioni sono giuste e condivisibili, ma come regolare il dibattito del Senato lo decide il presidente del Senato. Non il presidente della Cei”, ha dichiarato il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Luciano Pizzetti (Pd). FOTO ANSA.

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