Blitz quotidiano
powered by aruba

YOUTUBE Shinzo Abe come Super Mario lancia Tokyo 2020

RIO DE JANEIRO – Shinzo Abe, premier del Giappone, come Super Mario Bros. E’ così che Abe, nella cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici di Rio, ha voluto dare l’appuntamento, tra 4 anni, a Tokyo 2020. Una sortita ironica che davvero non è passata inosservata durante la cerimonia.

Meno telespettatori rispetto a Londra 2012, impennata dei social e soprattutto il moltiplicarsi delle app dedicate alle olimpiadi per smartphone e tablet. Si muove in questa direzione il pubblico dei giochi olimpici: quando può, segue l’evento in diretta sul grande schermo e contemporaneamente sorveglia in tempo reale gli altri risultati sul telefonino di ultima generazione.

E, se la connessione è veloce, segue addirittura il secondo evento in streaming, confermando che il multitasking non è morto, anzi, ha ancora un grande avvenire. Se poi è in movimento, il fruitore dei Giochi diventa decisamente smartphone-dipendente, riuscendo a seguire uno più eventi, a seconda delle sue scelte, in contemporanea e in diretta sul telefonino, con aggiornamenti continui.

Su un punto gli esperti in telecomunicazioni concordano: Tokyo 2020 saranno le olimpiadi del G5, con le connessione cellulari internet ad alta velocità. Una qualità di streaming mai vista fino adesso, oltre ad una quantità di dati di tutti i tipi ottenuti in tempo reale. Timo Lumme, il finlandese responsabile dei servizi televisivi del Cio traccia un bilancio positivo di Rio 2016: circa la metà della popolazione mondiale (3,6 miliardi di persone) ha guardato le Olimpiadi, e la cerimonia di apertura, il 5 agosto al Maracanà, ha avuto un’audience analoga a quella della cerimonia di apertura di Londra, cioè intorno ai 342 milioni, mentre rispetto a Pechino si tratta di un calo significativo. A metà Giochi, i fruitori dei servizi streaming della Nbc, l’emittente Usa che ha stipulato un mega accordo di esclusività con il Cio, avevano consumato circa 2 miliardi di minuti, più dei consumi complessivi delle cinque precedenti olimpiadi. Per il comitato olimpico internazionale, gli accordi con le emittenti televisive rappresentano il maggior introito. Tra il 2013 e il 2016, i redditi ottenuti dalle tv sono stimati in 4,1 miliardi di dollari, un aumento del 7,1% rispetto ai quattro anni precedenti.





PER SAPERNE DI PIU'