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YOUTUBE Siria: cameraman ferito in diretta per intervista

ALEPPO – Un cameraman è stato ferito in diretta in Siria mentre stava filmando un’intervista. Durante l’aggressione la telecamera del cameraman è rimasta accesa e quindi ha filmato tutto.

Racconta Anna Rossi sul Giornale:

Stava filmando la collega giornalista durante l’intervista ad un militare in prima linea, quando alcuni proiettili lo hanno raggiunto. L’uomo è caduto a terra per le profonde ferite riportare e, in un primo momento, la telecamera gli è rimasta addosso, poi si è staccata ed è andata avanti a registrare. Nel video si vede l’uomo agonizzante a terra mentre si contorce dal dolore nella polvere. Alcuni militari, strisciando a terra, portano il cameraman ferito verso la parete di un edificio per cercare un luogo riparato. Il tutto è avvenuto davanti gli occhi increduli dei telespettatori.

Nel filmato si vede la ferita causata dal proiettile e la scia di sangue lasciata dal corpo trascinato. Il video prosegue con gli spari di sottofondo, ma non si sa se l’uomo sia riuscito a sopravvivere.

Intanto, è stata un’altra giornata dura in Siria: una esplosione è avvenuto nella città di Salamiyeh la mattina del 27 febbraio a poche ore dalla tregua firmata venerdì tra il regime e le forze dell’opposizione concordata da Stati Uniti e Russia. Il bilancio dell’attacco con l’autobomba è di due morti e anche se l’attacco non è stato ancora rivendicato ufficialmente da nessun gruppo, si ritiene che possa essere il primo segnale della escalation di violenze promesse da al-Nusra, gruppo vicino ad Al Qaeda. Intanto le Ong denunciano la Turchia di averbombardato le forze curde.

Il fronte di al-Nusra infatti era escluso dal cessate il fuoco insieme all’Isis, a cui invece è stato attribuito l’attentato all’Osservatorio siriano per i diritti umani, Ondus, che ha affermato che l’artiglieria turca ha nuovamente bombardato le forze curde dell’Ypg che nella provincia di Raqqa combattono l’Isis in una regione verso il confine turco. Da parte sua, il gruppo islamista ribelle Jaish al Islam afferma che elicotteri governativi hanno sganciato due barili bomba sulle sue postazioni nei pressi di Damasco.

Secondo diverse fonti, tuttavia, la cessazione delle ostilità sembra tenere nonostante queste limitate violazioni. La tregua non riguarda i combattimenti contro l’Isis e il Fronte al Nusra, considerati sia dalla Russia sia dagli Usa come organizzazioni “terroriste” in Siria. Nella provincia di Raqqa gli scontri oppongono i curdi dell’Ypg ai miliziani dello Stato islamico intorno alla cittadina di Tal Abiad, a nord del capoluogo.

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