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YOUTUBE Svezia, medico segrega donna: 30 anni drogata e…

Orrore in Svezia: un medico ha segregato una donna per 30 anni. La drogava e la violentava. La prima volta mise il sonnifero nelle fragole.

STOCCOLMA – Ha tenuto una donna segregata per 30 anni. La drogava e la violentava, approfittando delle sue conoscenze mediche, che gli consentivano di usare farmaci per i suoi loschi scopi. Protagonista dell’incredibile vicenda un medico svedese (ribattezzato il Fritzl svedese, in “onore” dell’austriaco che aveva segregato la figlia in casa per 24 anni). La prima volta che l’uomo aveva approfittato della donna le aveva somministrato un sonnifero, nascosto in fragole ricoperte di cioccolato.

Il racconto di Annalisa Grandi sul Corriere della Sera:

Si tratta di un dottore 38enne, arrestato dalla polizia con l’accusa di aver rapito e tenuto segregata una donna di 30 anni, abusando ripetutamente di lei. L’uomo, secondo quanto riportato da Aftonbladet aveva visitato una volta la donna nel mese di settembre. In quell’occasione però si era trattata di una normale visita fra medico e paziente. Successivamente, l’uomo era tornato a farle visita, nella sua casa di Stoccolma, e durante quell’incontro era riuscito a somministrarle del Ropinol, un potente sonnifero, facendole assaggiare delle fragole ricoperte di cioccolato.

Una volta che il farmaco aveva fatto effetto, l’aveva violentata, e con una sedia a rotelle l’aveva trasportata prima in auto e poi nella sua casa, vicino a Kristianstad, nel sud della Svezia. Un viaggio di oltre 500 chilometri . Una volta arrivati, il medico aveva condotto la donna in un bunker, che lui stesso aveva costruito. Cinque anni di lavoro per realizzare una vera e propria prigione, di circa 60 metri quadrati, in cui la donna è rimasta rinchiusa per 6 giorni ma, secondo la polizia «l’uomo pianificava di tenerla lì per anni». Nel bunker-prigione aveva nuovamente abusato di lei, ma solo dopo averle fatto dei prelievi di sangue e dei tamponi per accertarsi che non avesse malattie.

Dopo alcuni giorni però l’uomo, da solo, era tornato nella casa della 30enne a quanto pare per prendere alcuni oggetti. Lì aveva trovato la polizia che cercava la donna, di cui era stata denunciata la scomparsa. A quel punto, si legge sui media svedesi «l’uomo era stato preso dal panico». Poche ore dopo si era presentato insieme a lei in una stazione di polizia di Stoccolma. Lì la 30enne aveva raccontato di stare bene, e di essere al sicuro, ma gli agenti non avevano creduto alla sua versione dei fatti e l’avevano presa in custodia. Solo dopo, la donna aveva rivelato la verità.

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