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YOUTUBE Taranto piange pregiudicato Axo: urla, pianti e clacson

TARANTO – Funerali a Taranto per il pregiudicato Giuseppe Axo, ucciso sabato a Salinella, un quartiere della città pugliese. Al suo funerale si è consumata una specie di tragedia greca: i partecipanti hanno pianto urlato e suonato i clacson in strada.

Giuseppe Axo, 32 anni, è stato ucciso tra la folla da due fratelli che hanno aperto il fuoco, centrando anche due passanti. La vittima era stata raggiunta da 5 colpi di mitraglietta alla schiena e alle gambe ed è deceduta poco dopo il trasporto in ospedale. I due feriti, in modo lieve, si trovavano casualmente sulla linea di tiro dei killer. Immediate sono scattate le indagini della Squadra Mobile che, proseguite fino a notte fonda, hanno portato al fermo degli autori dell’efferato delitto.

La sparatoria è avvenuta in pieno giorno, tra la gente, in via Montepulciano, al rione Salinella alla periferia della città.

I due fratelli fermati sono Antonio e Francesco Bruno, di 34 e 30 anni. Come racconta l’Ansa, dalle indagini è emerso che Axo aveva litigato in più occasioni negli ultimi giorni con i due fratelli e i contendenti erano venuti anche alle mani. Questo sarebbe stato il motivo scatenante, ma proseguono gli accertamenti per stabilire se dietro ci siano anche contrasti legati alla gestione di attività illecite. Gli inquirenti hanno recuperato e sequestrato anche l’arma del delitto. Intanto migliorano le condizioni dei due passanti rimasti feriti in modo non grave: Leonzio Fontana, di 40 anni, e Tiziano Galileo, di 43, anche loro con precedenti penali.

Dalle indagini è emerso che Axo aveva litigato in più occasioni negli ultimi giorni con i due fratelli e i contendenti erano venuti anche alle mani. Questo sarebbe stato il motivo scatenante, ma proseguono gli accertamenti per stabilire se dietro ci siano anche contrasti legati alla gestione di attività illecite. Gli inquirenti nella tarda serata di ieri hanno recuperato e sequestrato anche l’arma del delitto.

Guido Ruotolo sulla Stampa descrive quanto visto in strada a Taranto:

“Impressiona il lato oscuro di questo pezzo dell’Italia, che non è solo Magna Grecia come potrebbe essere Napoli o un altro centro del Meridione. Funerali pubblici, per mostrare il proprio dolore. No, queste scene non hanno nulla a che fare con il funerale del capo del clan Casamonica, a Roma. A Roma, c’era il rispetto e la festa per salutare il capo che se ne va. A Taranto ma non solo, va in scena la tragedia quotidiana”.

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