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YOUTUBE Uccelli preistorici: mistero sui “draghi del mare”

ROMA – Per un secolo e mezzo, gli scienziati sono rimasti perplessi sui pelagornitidi, gli uccelli marini preistorici con punte simili a denti sul loro becco e un’apertura alare simile a un aereo leggero.

Resti fossili dei mostruosi uccelli, spesso definiti draghi, sono stati infatti trovati dal Portogallo al Cile, e rivelano che avevano un’apertura alare davvero impressionante. Due ricercatori credono di aver finalmente trovato una risposta alla domanda che gli scienziati si sono posti per 150 anni sul motivo per cui le spaventose creature si siano estinte.

Come riporta il Daily Mail, Daniel Ksepka, paleontologo presso il Bruce Museum nel Connecticut, e Michael Habib, anatomista dell’University of Southern California, hanno trascorso gli ultimi due anni ad analizzare il più grande dei fossili conosciuti del pelagornitide. E’ stato scoperto nel 1983 a Charleston Airport International in South Carolina, mentre gli operai edili stavano costruendo un nuovo terminal.

L’uccello, risalente a 25 milioni di anni fa, prende il nome da Albert Sanders, ex curatore di di storia naturale presso il Museo di Charleston, che ha condotto i lavori di scavo nel 1983. I ricercatori hanno scoperto che gli scheletri dei pelagornithidae si sono evoluti eccessivamente in resistenza e leggerezza.

In un rapporto su Scientific American, che ha scritto: “Tutti gli uccelli volanti hanno ossa cave e nei pelagornithids è all’estremo. Tutti gli elementi alari hanno pareti ossee eccezionalmente sottili”.

L’uccello poteva decollare per volare su tutta la superficie del mare. Poteva usare aria calda termica per ottenere più altezza quando era in volo. Le creature scendevano in picchiata verso il mare per afferrare calamari e anguille, che nuotano vicino alla superficie.

Rimane ancora un mistero il motivo che ha causato, tre milioni di anni fa, la scomparsa dei pelagornithids.





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