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YOUTUBE “Una pistola su Marte”: misteriosa roccia

ROMA – “Una pistola su Marte“: secondo quanto riportato dal sito Ufosightingsdaily, punto di riferimento mondiale per gli appassionati di alienologia, la presunta arma è stata individuata dal Rover Curiosity nel 2014. In realtà, l’ipotesi più plausibile è che si tratti di una semplice roccia che per via della sua forma potrebbe ricordare un’arma.

Come sempre accade in questi casi di presunti avvistamenti di alieni, foto e video sono tutt’altro che chiare. Ma tanto basta, per chi vuole crederci, a poter parlare di extra terrestri. Tutto potrebbe essere frutto della pareidolia, l’illusione subcosciente che porta l’uomo a riconoscere in oggetti naturali o artificiali dalla forma casuale, immagini a lui familiari. (Vedere la forma di una pecora in una nuvola).

Questa non è al prima volta che viene segnalata la presenza di oggetti riconducibili alla possibile presenza di alieni su Marte. Lo scorso ottobre c’è chi ha tentato di dimostrare di aver scovato sul Pianeta Rosso una statua di Buddha. Poi è stato il turno di un topo gigante, successivamente dei geroglifici alieni, di una cupola, perfino una Stonehenge e di un sarcofago e di un umanoide. “Scoperte” suggestive che hanno tuttavia hanno ben poco a che vedere con la scienza, che intanto si sta muovendo per capire sempre di più il Pianeta Rosso.

Proprio in queste ultime ore sono state fornite immagini degli antichissimi vulcani di Marte, preziosi per capire se in passato il pianeta ha avuto un ambiente in grado di ospitare forme di vita. Le foto sono state ottenute dal satellite Mro (Mars Reconnaissance Orbiter) della Nasa, nell’orbita marziana dal 2006. I vulcani si trovano nella regione montuosa chiamata Sisyphi Montes, nell’emisfero meridionale del pianeta, a circa 1.600 chilometri dal Polo Sud. Dimostrano che in passato la regione era ricoperta di ghiaccio perché nell’area sono stati individuati gli stessi minerali, come zeoliti, solfati e argille, che sulla Terra si sono formati nelle zone polari per effetto dell’attività vulcanica. Secondo i ricercatori i dati potranno aiutare a capire se in passato su Marte c’è stata una combinazione di calore e umidità tale da creare condizioni favorevoli alla comparsa della vita.

”Le rocce raccontano storie. Il loro studio può mostrare come si è formato un vulcano o come è cambiato nel corso del tempo”, ha detto il coordinatore della ricerca, Sheridan Ackiss, della Purdue University, che ha aggiunto: ”Ho cercato di capire quale storia ci potevano raccontare le rocce di questi vulcani”.

Secondo i ricercatori la scoperta sarebbe stata impossibile senza l’alta risoluzione (18 metri per pixel) dello spettrometro Crism (Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer) a bordo del veicolo. Le immagini ad altissima risoluzione hanno infatti permesso di individuare i minerali lasciati dalle antiche eruzioni. I dati hanno inoltre confermato che le strutture a forma di cupola che costellano la regione sono antichi vulcani simili a quelli che sulla Terra sono sepolti sotto i ghiacci e che, durante le eruzioni, generano una colonna di vapore capace di perforare il ghiaccio e sollevare colonne di ceneri e gas nell’atmosfera, come è accaduto nel 2010 in Islanda, con l’eruzione del vulcano Eyjafjallajökull.

Di seguito il video della roccia a forma di pistola su Marte.

 





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