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YOUTUBE Veena Malik, un video per le forze armate dopo la condanna per blasfemia

ISLAMABAD – Veena Malik, la diva del cinema indiano, è stata condannata a 26 anni di carcere da una corte religiosa del Pakistan e lo fa lanciando la sua ultima canzone, dedicata stavolta alle forze armate. Il testo dell’ultimo brano dal titolo Aye Dushman-e-Watan ha un autore d’eccezione: un colonnello in pensione con la passione per la poesia. Così la diva cerca il rilancio, mentre continua la sua latitanza a Dubai insieme al marito Asad, entrambi accusati di blasfemia e per questo puniti.

La vicenda giudiziaria di Veena Malik e il marito Asad inizia lo scorso aprile, quando l’attrice di Bollywood viene accusata di blasfemia per una scena in cui si richiama il matrimonio della figlia di Maometto. Una scena che non è andata giù alla corte pakistana che si occupa di anti-terrorismo e che ha condannato i coniugi a 26 anni di carcere.

Ora la sua canzone rappresenta un’occasione di riscatto. Il singolo Aye Dushman-e-Watan, lanciato nei giorni scorsi in una conferenza stampa a Karachi e caricato su YouTube, mostra Veena che canta indossando uno shalwar kamees bianco. Sullo sfondo scorrono immagini di guerra di ogni tipo e i filmati delle operazioni militari in Pakistan. Per la prima volta dopo tempo, la diva di Bollywood ha attirato l’attenzione dei media e non per uno scandalo:

San raffaele

“Nella corso della mia carriera lunga 17 anni, questo paese mi ha dato molto: rispetto, un nome, successo e l’amore di milioni di persone, non potrò mai ringraziarvi abbastanza per l’amore. Come attrice, come intrattenitrice, un tributo non è sufficiente per esprimere l’amore per il Paese. Da parte mia, aver realizzato questo inno, è un piccolo sforzo e il mio desiderio è che nei prossimi anni potrò completamente ripagare il Paese”.

Il testo della canzone è stato scritto dal tenente colonnello in pensione Kazim Hussain Shah che ha commentato:

“Non posso spiegare tutto quello che ho scritto nel testo. Per capirlo è necessario vedere il video. Mi limito a dire che non sono un poeta, solo un appassionato di poesia ma nel testo ho messo il cuore e l’anima. Veena mi ha incontrato e costretto a scriverlo dicendomi:”Hai contribuito per il tuo Paese, perché non lo fai anche ora?”.

La stampa ha poi chiesto a Veena del suo divorzio in corso e ha risposto:

“Il matrimonio, o qualsiasi rapporto, è qualcosa che tengo in grande considerazione. Non ho ancora il Khula (separazione della moglie in cambio di un pagamento) ma per quanto riguarda la nostra riconciliazione il Mufti Naeem Sahab e Amir Liaquat Sahab sono in trattative, tenendo presente la Costituzione pakistana e la legge della Sharia”.

Ora che ha fatto il suo ritorno nel mondo dello spettacolo, è improbabile che Veena ne esca nuovamente:

“La gente spesso mi chiede “quanto tempo pensi di rimanere?” e io rispondo che chiuderò col mondo dello spettacolo solo quando morirò. Fin da quando ero in quarta elementare, ricordo che usavo i miei quaderni per disegnare tacchi alti, lunghe ciglia, abiti, per cui è probabile che questo sia ciò che ho sempre voluto fare”.

Veena Malik, 33 anni, ha avuto una vita agita. È stata prima sex symbol del cinema e della tv pakistana, per poi dedicarsi a progetti religiosi e spirituali e affermarsi come testimone delle tradizioni. La “svolta” era avvenuta con il matrimonio. “Mi dedico solo alla vita mistica e alla fede musulmana”, aveva detto. Nel dicembre 2011 era apparsa sulla copertina del mensile per uomini FHM India completamente senza veli e con la scritta Isi, Inter secret intelligence, il servizio segreto militare pakistano, tatuata su un braccio.

La foto destò scandalo e scatenò le ire e le proteste dei gruppi fondamentalisti islamici. Veena accusò allora la rivista di aver tradito la sua fiducia, di aver tolto con photoshop i suoi vestiti e di aver aggiunto la scritta Isi senza il suo permesso. Un’accusa a cui la rivista per soli uomini rispose con una denuncia nei confronti dell’attrice.

Dopo l’episodio Veena sparì da Mumbai dove si trovava per girare un film e ricomparve sulla scena solo l’anno dopo, nel 2012, guadagnando il successo a Bollywood per poi muoversi a Dubai, dove ora dopo la condanna a 26 anni nel suo paese d’origine rimane al sicuro fuori dal carcere.

 

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