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YOUTUBE Virginia Raggi in minigonna da Maria Latella e…

ROMA – Virginia Raggi in minigonna a l’Intervista di Maria Latella su SkyTg24. La giovane e avvenente candidata del Movimento 5 Stelle a sindaco di Roma, già molto apprezzata sui social network dopo la comparsata a Porta a Porta, si è ripetuta. E la regia ha indugiato più di una volta sul suo look sexy.

Ecco quello che ha detto:

“I partiti sono tutti bravi a parlare ma ricordiamoci che sia Mafia Capitale sia in realtà tutta l’illegalità che sta sugli appalti ha prosperato durante le amministrazioni precedenti e lì il Movimento 5 Stelle non c’è mai stato”. “Noi siamo entrati nel Comune durante la scorsa tornata elettorale e siamo stati orgogliosamente all’opposizione – aggiunge – Ma nei vent’anni precedenti Roma è stata governata dai partiti di sinistra quanto dai partiti di centrodestra. Che ora loro vengano a fare la morale su Mafia Capitale, sulla corruzione, quando di fatto l’hanno agevolata loro senza di fatto combatterla fa un po’ sorridere se non inorridire”

“In questi due anni di opposizione abbiamo trovato oltre un miliardo di sprechi di denaro pubblico. Siamo pronti a recuperare questo tesoretto per destinarlo a servizi. Pensi che cosa potremmo fare se governassimo”.

“Non c’è assolutamente nessun accordo. Non li abbiamo mai fatti, fa parte del nostro dna non fare accordi con questi partiti che hanno devastato l’Italia e Roma. Noi andiamo avanti per la nostra strada”. Così la candidata sindaco di Roma del M5s Virginia Raggi in merito alla possibilità di accordi al ballottaggio. “Se i cittadini riterranno che il nostro programma è valido e le nostre idee serie allora ci voteranno” aggiunge.

“Adesso Renzi minaccia di far fallire Roma se il sindaco non è Giachetti? La trovo una manovra elettorale bassa e bieca”. “Trovo che le dichiarazioni di Giachetti, che fanno il paio con quelle di Renzi e del ministro Boschi, sono scandalose. Renzi, che è il premier non eletto di tutti gli italiani dovrebbe sapere che ha un ruolo istituzionale e le scelte che prendono non devono dipendere dal colore politico dell’amministrazione”.

“Il premier deve sapere – prosegue – che se il sindaco della Capitale sarà del M5s deve a quel sindaco tanto rispetto quanto a Giachetti o qualunque altro sindaco. Anche perché il sindaco amministra nell’interesse di tutti i cittadini e così anche il premier deve fare. Altrimenti si assumerà il rischio dell’eventuale fallimento di Roma”. “Del resto Roma l’hanno salvata dal fallimento nel 2008, quando governava Alemanno, l’asse Berlusconi-Tremonti creando la famosa bad company – aggiunge -, l’hanno salvata di nuovo quando c’è stata la vicenda Mafia Capitale quando noi del M5s premevamo affinché Roma fosse sciolta e commissariata per mafia come prevede la legge. Loro pur di non commissariare Roma si sono inventati lo scioglimento di un Municipio, quello di Ostia”

“Io quando ero incinta ho lavorato fino alla settimana prima del parto. Credo sia una decisione personale di ogni donna sulla quale nessuno, tranne il suo ginecologo, deve mettere bocca. Se lei sente che questo va bene per lei, va bene così”.

“Io andrò a votare. E assolutamente voterò sì”. Così la candidata sindaco di Roma del M5s Virginia Raggi, ospite de ‘L’intervista’ su SkyTg24, sul referendum del 17 aprile. “Voteremo sostanzialmente affinché le trivelle entro le 12 miglia si fermino allo scadere delle concessioni – spiega – E’ importante che tutti i cittadini vadano a votare perché il Pd, che pure con 8 governatori regionali, aveva chiesto lo stop alle trivellazioni, sta puntando per l’astensione, per spingere i cittadini a non andare a votare. Il Pd nazionale si sta mettendo contro i suoi rappresentanti regionali”.

“Io credo che questa sia un’ipotesi un po’ remota. I cittadini iniziano a capire quanto è importante ripulire queste città dal marcio che c’è stato fino adesso”. Così la candidata sindaco di Roma del M5s Virginia Raggi, ospite de ‘L’intervista’ su SkyTg24, in merito all’ipotesi di una sconfitta nella Capitale e a Milano con una conseguente “irrilevanza” politica. E a una domanda sui cinque comuni in cui non ci saranno liste del M5s risponde: “Credo che si è deciso di non presentare una lista forse perché lì il Movimento non era ancora ben strutturato o pronto. Non credo che ci sia un problema di struttura a livello generale. Risvegliare la coscienza civica dei cittadini non è sempre facile perché siamo stati anestetizzati dalla cattiva politica”.

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