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Youtube. Zika si combatte con il reggae. Spot video Jamaica

Zika: il ministero della Salute giamaicano commissiona un video ragamuffin' con i suggerimenti per prevenire il virus e circoscrivere le zone di contagio

ROMA – Youtube. Zika si combatte con il reggae. Spot video Jamaica. Come era già successo per Ebola in Africa, in Giamaica fra le armi per la lotta al virus Zika c’è anche la musica, ovviamente reggae. Il ministero della Salute giamaicano ha prodotto un video con i principali suggerimenti contro la zanzara responsabile della trasmissione sulle note di una canzone composta da un medico che è anche cantante.

La canzone scritta e interpretata da Michael Abrahams, un ginecologo, si chiama We Nuh Want Zik V, e insegna a proteggersi dalle zanzare eliminando tutti i possibili luoghi adatti alla loro riproduzione, come copertoni abbandonati o recipienti con acqua, oltre a raccomandare di proteggere dalle punture soprattutto le donne incinte, con versi come “attento che non ci sia acqua stagnante in vista e fai fuori tutti i potenziali nidi”.  La canzone ha ricevuto il ‘plauso’ anche di Tom Frieden, direttore del Cdc statunitense, che su twitter l’ha definito “un modo orecchiabile per prevenire Zika”.

Le armi “convenzionali” Alla fine degli anni ’60, ricorda l’Oms, la zanzara Aedes Aegypti era stata spazzata via dal continente americano grazie ai programmi di disinfestazione con insetticidi. La perdita di interesse per il problema però ha fatto tornare l’insetto. Tra i mezzi per combattere la zanzara il documento Oms cita ancora l’uso di insetticidi, soprattutto all’alba e al tramonto, e la distruzione dei siti potenzialmente utilizzabili per la deposizione delle uova.

Oltre a questi mezzi tradizionali secondo l’Oms possono essere utilizzate le zanzare rese sterili con l’ingegneria genetica, per cui però sono necessari ancora dei test sul campo prima dell’utilizzo su larga scala, quelle sterilizzate attraverso le radiazioni, tecnica che la Aiea e la Fao hanno utilizzato già con successo per altri tipi di insetti infestanti. Anche l’approccio ‘biologico’, che consiste nell’infettare le zanzare con il batterio Wolbachia, che impedisce alle uova di schiudersi, è considerato promettente.





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