Abbronzarsi ridurrebbe l’angoscia della morte, l’insolito studio di uno psicologo americano

Pubblicato il 24 Agosto 2009 20:31 | Ultimo aggiornamento: 24 Agosto 2009 20:31

Pensare troppo alla morte uccide. E lo fa con l’abbronzatura. Sembra un nonsense (e probabilmente a livello scientifico non vale molto di più), ma in realtà è la conclusione a cui è giunto Clay Routledge, psicologo e blogger americano. Che, in un insolito studio, ha notato che pensare alla morte induce le persone a voler aumentare la propria autostima, cosa che la maggior parte di esse fa attraverso l’abbronzatura.

Nel dettaglio, come riporta il sito americano Gawker, Routledge ha monitorato due diversi gruppi di individui: il primo a cui era stato ordinato di pensare alla morte e il secondo a cui era stato ordinato di pensare a qualcosa di spiacevole che però non riguardasse la “grande mietitrice”. Il risultato? Non si sa come, ma le persone del primo gruppo sono subito risultate più motivate ad abbronzarsi e, soprattutto, a farlo senza utilizzare la crema solare, al contrario di quelle del secondo gruppo.

Non senza un pizzico di ironia (per dirla con diplomazia), Gawker cita poi il quesito su cui Routledge sta lavorando al momento: scoprire se, viceversa, abbronzarsi (attraverso la crescita dell’autostima) sminuisca il problema della consapevolezza che l’essere umano ha di essere destinato a morire. E se, quindi, possa essere una sorta di cura (quantomeno psicologica) all’angoscia della morte.

In attesa di una conclusione “scientifica”, Gawker consiglia a Routledge: «Trovati un lavoro vero, hippie».