Aeroporti, Matteoli: “Sono troppi, va rivisto il sistema”. Ma a Frosinone e Viterbo se ne faranno altri due

Pubblicato il 1 Settembre 2009 12:40 | Ultimo aggiornamento: 1 Settembre 2009 12:40

RO230309POL_0017Se in pieno agosto nel principale aeroporto italiano occorre aspettare due ore per ritirare una valigia, la colpa è del sistema. Il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, non ha dubbi: «Non esiste un paese al mondo dove, fatte le dovute proporzioni,  un numero di aeroporti così alto. La crisi dei trasporti va affrontata a livello sistemico».

Anche con un taglio delle strutture locali, che, numeri alla mano perdono sempre più passeggeri. Qualche cifra: Crotone -69%, Siena -26%, Forlì -45%, Bolzano -27%, Brescia -28%.

Il Governo, in ogni caso, ha intenzione di intervenire sul caos bagagli che ha regalato a Fiumicino il record europeo dei disagi. In settimana, il ministro ha in programma un incontro con i vertici di Alitalia, Aeroporti di Roma ed Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile).

Vittorio Reggio, presidente di Enac, vorrebbe la revoca della concessione della licenza di operatore dei servizi a terra per Alitalia e la spagnola Flightcare. Matteoli, però, è più cauto e invita a «comprendere cosa è accaduto prima di passare alle criminalizzazioni». La compagnia di bandiera, dal canto suo, si dice disponibile «a fare di più». Forse, leggermente in ritardo.

Più difficile, per Matteoli, riuscire a spuntarla sul riassetto della rete aeroportuale. Perché, per la provincia italiana, una struttura simile è un business che vale soldi, e voti. Emblematica, ad esempio, la “guerra” tra Frosinone e Viterbo.  Le due città laziali si contendono da anni il diritto ad avere un aeroporto che ospiti le compagnie low cost, Ryan Air su tutte, che si vorrebbero  “cacciare” dallo scalo romano di Ciampino per tutelare Alitalia.

Per l’economista Mario Monti, quest’ultima ipotesi è un «delirio. Tutto nasce da un desiderio insano, per rendere più scomodo il servizio ai romani, boicottando le low cost per difendere Alitalia».

Dopo tre anni di lotta, intanto, Frosinone  e Viterbo sembrano aver trovato la classica soluzione all’italiana: due aeroporti fatti coi soldi pubblici. Se poi dovesse spuntarla Ryan Air e i due scali dovessero restare desolatamente vuoti, pazienza.