Afghanistan/ ”Quasi la metà del Paese è esposto ad attacchi talebani o si trova sotto il controllo del nemico”, dice mappa governativa segreta

Pubblicato il 5 Agosto 2009 19:12 | Ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2009 19:12

Quasi la metà dell’Afghanistan è ad alto rischio di attacchi talebani e di altri ribelli o si trova «sotto il controllo del nemico», a quanto rivela una mappa governativa che delinea un quadro molto preoccupante in vista delle elezioni presidenziali previste il 20 agosto. Lo scrive la Reuters, che ha ottenuto una copia della mappa, secondo cui 133 dei 356 distretti afgani sono considerati ad alto rischio e 13 sono in mano al nemico.

La mappa, che reca i timbri del ministero dell’Interno, dell’esercito e del dipartimento per la sicurezza in Afghanistan delle Nazioni Unite, è stata redatta nell’aprile scorso, prima della drammatica ondata di violenza che ha di recente investito il Paese nell’imminenza delle elezioni. Nonostante ripetute domande di chiarimenti, il ministro dell’Interno non ha rilasciato commenti.

La mappa mostra che praticamente tutto il sud del’Afghanistan è esposto in maniera ”estrema” a rischi di attacchi, una vasta striscia di territorio che si estende da Farah, nella parte occidentale, attraverso la provincia di Helmand nella parte meridionale, e ad oriente verso le provincie di Paktia e Nangarhar in prossimità del confine pakistano.

I talebani vogliono impedire le elezioni ed hanno sollecitato gli afgani a boicottare le urne. I loro caposaldi tradizionali sono stati nel sud e nell’est dell’Afghanistan, ma la loro presenza si è gradualmente estesa all’ovest e al nord del Paese, e perfino ai dintorni di Kabul, dove si ritiene che si trovino i siti dell’armamento nucleare pakistano. Secondo la mappa, tre aree della capitale sono a rischio di attacchi.

Un segno dell’espansione talebana e della loro aumentata capacità di colpire sono stati i nove missili lanciati su Kabul martedì, il primo attacco del genere da molti anni.

Gli attacchi dei ribelli in tutto il Paese quest’anno hanno già raggiunto il massimo livello da quando il regime dei talebani fu rovesciato da militari afgani appoggiati da forze statunitensi nel 2001, e sono ulteriormente aumentati dopo l’offensiva lanciata il mese scorso nella provincia di Helmand da migliaia di marines e da truppe britanniche.

L’offensiva è la prima voluta dall’amministrazione del presidente Barack Obama nel quadro della sua nuova strategia regionale diretta a sconfiggere i talebani e i loro alleati ed a stabilizzare il Paese.

L’escalation degli attacchi talebani, rileva la Reuters, rischia di far passare in secondo piano le elezioni presidenziali ed è anche una minaccia alla nuova strategia di Obama, oltreché alla capacità di Kabul di sovrintendere ad una consultazione credibile e legittima.