Aids, ecco come in un secolo ha “conquistato” il mondo

Pubblicato il 30 Novembre 2010 19:36 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2010 19:39

A partire dalla sua origine che si fa risalire, da scimpanzé, all’inizio del 1900, l’evoluzione dell’Hiv-1 (il ceppo virale dell’Aids oggi più diffuso al mondo) è stata rapidissima, portando alla sua diffusione nel mondo, alla comparsa e al mischiarsi tra loro di differenti ceppi virali, tanto che sono almeno 48 le forme virali circolanti finora identificate.

”Questa evoluzione estrema e divergente ha portato a differenze nella virulenza di differenti sottotipi di HIV-1”. E’ la “mappa di un secolo del virus Hiv” tracciata da Denis Tebit e Eric Arts della Case Western Reserve University di Cleveland, Ohio, con la ‘revisione’ di dati genetici su tantissimi ceppi pubblicata sulla rivista The Lancet Infectious Diseases.

Questo livello di conoscenze, consentito dalla facilità con cui oggi si può confrontare materiale genetico di diversi ceppi, è utile per controllo e prevenzione, per predire il comportamento futuro dell’HIV e sviluppare vaccini efficaci.

E’ ormai chiaro, scrivono i due scienziati, che l’Hiv ha avuto origine da virus analoghi di scimpanzè che hanno più volte fatto il salto di specie passando all’uomo ed evolvendosi rapidamente per adattarsi al nuovo ospite. Poi i comportamenti umani e le migrazioni hanno fatto sì che nuovi ceppi si formassero, diffondendosi rapidamente e in modo eterogeneo nel mondo.