Medicina. Nuovi farmaci contro il dolore dal veleno dei polpi dell’Antartide

Pubblicato il 22 luglio 2010 11:38 | Ultimo aggiornamento: 22 luglio 2010 13:49

Ricercatori internazionali hanno estratto veleno da diverse specie di polpi dell’Antartide, di cui quattro finora sconosciute, aprendo una nuova frontiera nello sviluppo di farmaci per il controllo del dolore, per combattere allergie e per trattare il cancro. Il progetto è guidato dal biochimico australiano Bryan Fry dell’università di Melbourne che, un anno fa, affiancato da colleghi dell’universit di Amburgo e dell’università norvegese di tecnologia e scienza, ha scoperto che tutti i cefalopodi sono velenosi.

Le prime analisi dei veleni di 203 polpi raccolti nel 2008 in un censimento della vita marina in Antartide, hanno rivelato che il veleno delle specie antartiche contiene una varietà di tossine, due delle quali non erano finora conosciute.

”Abbiamo trovato molecole con strutture che non assomigliano a nulla che sia stato visto prima”, scrive Fry sulla rivista Toxicon, e aggiunge  ”Se potremo comprendere come operano le potremo utilizzare, perchè hanno caratteristiche naturali antigelo”.

I veleni sono da tempo considerati come risorse potenziali per la formulazione di farmaci, ma gli scienziati hanno scoperto solo di recente che il veleno dei cefalopodi – polpi, seppie e calamari – ha caratteristiche uniche. Le ghiandole velenose dei polpi sono situate dietro gli occhi e il veleno viene rilasciato dal becco, quando mordono la preda.

E’ finora rimasto un mistero come gli animali adattino il loro veleno a temperature sotto zero. Fry sostiene che l’abilità degli enzimi nel veleno di funzionare in acque gelate (alcuni esemplari sono stati trovati a più di 1000 metri di profondità) potrebbe avere una gamma di applicazioni, dalla medicina ai detersivi per lavare in acqua fredda. Gli studiosi hanno anche rivelato l’esistenza di quattro nuove specie antartiche di polpi, ancora senza nome.

”Nell’albero genetico, non corrispondono ad alcuna delle specie descritte, e una di esse è così divergente che potrebbe trattarsi di un nuovo genere”, scrive Fry. Il prossimo passo, aggiunge, sarà di comparare il veleno di polpi antartici e quello con simili enzimi di specie tropicali, per stabilire cosa li rende differenti.

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