Attenzione al tè freddo: fa aumentare il rischio di calcoli renali

Pubblicato il 28 luglio 2010 13:13 | Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2010 13:13

Il tè contiene l' ossalato di calcio

Cosa c’è di più piacevole di un bicchiere di tè freddo in un’afosa giornata d’agosto?
Bene dissetarsi con l’antica bevanda ma, come in tutte le cose, è opportuno non eccedere.  Il rischio? L’aumento della formazione dei calcoli renali. È questa la conclusione a cui è arrivato John Milner, docente di Urologia presso la Loyola University Chicago Stritch School of Medicine.

La ragione si deve attribuire all’elevato livello di ossalato, sostanza chimica presente in numerose piante che svolge un ruolo essenziale nella formazione dei calcoli renali. Molti pensano che il té freddo sia più nocivo, ma si tratta di un falso problema. Non è esentato neanche il tè caldo. Solo che, di quello freddo, si tende ad assumere quantitativi maggiori. Specie durante il periodo estivo.

I soggetti più a rischio sono gli anziani, le donne con estrogeni ridotti e quelle che si sono sottoposte alla rimozione delle ovaie. Il problema consisterebbe non tanto nella quantità di sali, ma nella loro concentrazione. In ogni caso si possono mettere in atto dei semplici e utili accorgimenti, per ridurre il rischio di formazione di calcoli renali. La prima regola essenziale è quella di bere molto, anche due o tre litri di acqua al giorno.

Oltre al tè, l’ossalato è contenuto in alimenti come carne, pesce azzurro, spinaci, asparagi e caffè, per citarne alcuni. Da non dimenticare: il sale sale fa aumentare la concentrazione di calcio nelle urine. Sarebbe opportuno riderre anche questo.