Auto in crisi. Obama chiede cambi a Gm e Chrysler, le Borse mondiali vanno giù

Pubblicato il 30 Marzo 2009 7:52 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2009 11:44

Il governo americano ha imposto alla General Motors, la più grande fabbrica di automobili del mondo, di cambiare l’amministratore delegato e gran parte del consiglio di amministrazione. Le dimissioni di Rick Wagoner, Ceo di Gm, erano la condizione perché Barack Obama e il suo ministro del tesoro, Timothy Geithner, prestassero altri soldi al gigante in agonia.

Non è escluso il ricorso alle procedure protettive della bancarotta. Sono in corso trattative con i sindacati, per una riduzione dei benefit dei lavoratori, e con i detentori di bond, perché ne accettino proroga di scadenza e trasformazione.

Una dura medicina attende anche Chrysler, le cui prospettive, secondo il Wall Street Journal sono ancor peggio che per Gm. Dice il team del governo usa che per un mese l’ha studiata che l’azienda non è stata capace di mettere a punto un decente piano di ritrutturazione che ne garantisca la sopravvivenza.

Il governo Usa darà a Chrysler il capitale necessario per stare a galla 30 giorni, il tempo necessario per trovare un accordo con Fiat. Se l’accordo ci sarà, il governo usa terrà in considerazione l’ipotesi di investire sei miliardi di dollari nella Chrysler targata Torino, altrimenti l’azienda sarà lasciata fallire.

Non è stato invece chiesto l’allontanamento del Ceo di Chrysler, Robert Nardelli, che è in carica dal 2007, quando il fondo di private equity Cerberus ha acquisito il controllo di Chrysler.

La situazione di Gm e Chrysler è analizzata in un articolo del Wall Street Journal di lunedì di cui si consiglia la lettura.

I problemi del settore auto in America si riverberano sugli indici di Borsa di tutto il mondo. Giornata negativa per i listini europei. A metà seduta, a Londra l’indice Ftse 100 arretra del 2,64%. A Milano il Mibtel segna un ribasso del 3,23%, con Fiat giù del 5% e Intesa e Unicredit che perdono intorno al 7%. Perde il 3% il Cac 40 di Parigi, mentre a Francoforte il Dax cede il 3,65% a 4.175,41 punti.