Ballo, vino e caffè nella ricetta antidiabete

Pubblicato il 12 Novembre 2010 5:30 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2010 18:57

Non sempre una dieta che fa bene alla salute e’ sinonimo di rinunce selvagge. Nella spesa per prevenire il diabete trovano posto anche il caffe’ e il vino purche’ in modica quantita’, e anche con l’attivita’ fisica, necessaria per prevenire la malattia, ci si puo’ sbizzarrire: vanno bene i ‘classici’ come corsa e nuoto, ma anche il ballo puo’ essere d’aiuto. Il decalogo per la corretta prevenzione della malattia e’ stato messio a punto dalla Societa’ Italiana di Diabetologia per la Giornata Mondiale su questo tema del 14 novembre, e contiene tutti gli elementi necessari a limitare la vera e propria pandemia in atto, che in Italia colpisce tre milioni di persone destinate ad aumentare del 30% nei prossimi 10 anni.

La norma fondamentale e’ controllare il peso, e perdere almeno 3-4 dei chili in piu’. L’attivita’ fisica e’ consigliata per almeno mezz’ora al giorno, che sia di passeggiata nuoto ma anche di ballo e giardinaggio. Sul fronte dei cibi, da evitare sono quelli troppo zuccherati o ricchi di grassi animali, che andrebbero abbandonati in favore di quelli integrali e con olio di oliva. Bene legumi, frutta e verdura, poca carne (concessa non piu’ di quattro volte a settimana) mentre fa bene mangiare ogni tanto noci e nocciole. Sul fronte dei ‘vizi’, invece, piccole concessioni sono fatte al vino (due bicchieri al giorno per gli uomini, uno per le donne) e al caffe’, di cui si possono bere tre o quattro tazzine.

“Alcuni studi recenti – spiegano gli esperti – hanno dimostrato che un consumo moderato di vino o di caffe’ si associa ad un rischio piu’ basso di malattia”. In occasione della Giornata Mondiale il 13 e 14 novembre ci saranno punti informativi sul diabete in 500 piazze italiane, in cui sara’ possibile anche controllare la glicemia. Testimonial della campagna, le cui iniziative sono visibili sul sito www.giornatadeldiabete.it, e’ il maratoneta Stefano Baldini. Del futuro nella terapia di questa patologia si e’ parlato oggi anche in un convegno organizzato dalla Osservatorio per la Sanita’ e la Salute a Roma, da cui e’ emerso che oltre alla prevenzione c’e’ bisogno di un maggiore accesso ai farmaci innovativi e alle diagnosi precoci: “Solo l’1,5% dei malati viene trattato con i farmaci innovativi, un decimo rispetto al resto d’Europa – ha sottolineato Cesare Cursi, presidente dell’Osservatorio – e nei servizi ci sono grandi disparita’ regionali. A livello nazionale bisognerebbe definire un percorso valido per tutti con i servizi minimi. Il federalismo sanitario va coniugato con la garanzia delle stesse prestazioni per tutti”.