Ban Ki-moon: “Sono gli ayatollah che devono dimostrare gli scopi pacifici del nucleare”

Pubblicato il 26 Settembre 2009 8:15 | Ultimo aggiornamento: 26 Settembre 2009 8:54

Grave preoccupazione è stata espressa dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, dopo l’annuncio dell’esistenza in Iran di un secondo impianto in costruzione per l’arricchimento dell’uranio, nei pressi di Qom, oltre a quello già noto di Natanz.

La reazione di Ban ha fatto seguito alla richiesta di una immediata ispezione nel complesso da parte dei tecnici dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, formulata ieri dai presidenti di Stati Uniti e Francia, Barack Obama e Nicolas Sarkozy, insieme al premier britannico Gordon Brown. Lo stesso Obama non ha poi escluso addirittura l’opzione militare nei confronti di Teheran.

In un comunicato diramato dal suo ufficio al Palazzo di Vetro, il segretario generale dell’Onu manifesta la propria preoccupazione per le attività iraniane legate all’ininterrotto arricchimento dell’uranio, “come comprovato dalla costruzione di una nuova struttura a ciò adibita”. Nella nota Ban sottolinea come sia a carico dell’Iran l’onere della prova, vale a dire la responsabilità di dimostrare che l’iniziativa sia effettivamente destinata a meri scopi civili, dunque pacifici e non militari, come sempre sostenuto dal regime degli ayatollah.

Il segretario Onu coglie inoltre l’occasione per ribadire la sua “apprensione” anche a proposito della situazione dei diritti umani nella Repubblica Islamica, “con riguardo alle libertà di associazione e di riunione, e alla pratica della religione”.