Berlusconi, ancora una smentita: “Mai detto si alle gabbie salariali”. Sulla privacy “Merito di essere lasciato in pace”

Pubblicato il 12 Agosto 2009 10:56 | Ultimo aggiornamento: 12 Agosto 2009 10:56

«Non ho mai parlato di gabbie salariali, è una polemica assurda». Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi attacca ancora la stampa.  A tre giorni da un’intervista al Mattino di Napoli in cui il premier aveva parlato di «esigenza di rapportare retribuzione e costo della vita al territorio» arrivano, inevitabili, le precisazioni, stavolta affidate al quotidiano di famiglia Il Giornale.

«Basterebbe andare a rileggersi le dichiarazioni esatte», precisa il premier, per comprendere che «quando ho detto che mi sembra sia giusto discutere di questo rapporto», quello tra salari e territorio,  «mi riferivo semplicemente a qualcosa che già esiste». Ovvero, continua Berlusconi, «alla contrattazione decentrata, già approvata peraltro dalle categorie sindacali, Cgil esclusa».

Dal premier, poi, anche un’autodifesa preventiva: «So anche che adesso diranno che ho fatto retromarcia, che mi sono rimangiato tutto o chissà cos’altro».

Le dichiarazioni del premier al Mattino, evidentemente, sono state «fraintese» da tutti i maggiori quotidiani nazionali. Per il Sole 24 ore, ad esempio, era arrivato il «sì di Berlusconi alle gabbie salariali». Pressochè identica la titolazione di Repubblica. Più cauto, ma sostanzialmente analogo, il taglio del Corriere della Sera, secondo cui il presidente «apre alle richieste della Lega».

Nell’intervista a Il Giornale, Berlusconi ha anche puntato il dito contro quelle che giudica ripetute invasioni nella sua vita privata: «Rendiamocene conto, non esiste più il privato, per nessuno. Io, per quanto mi riguarda, ho fatto tanto e continuo a lavorare nell’interesse del Paese. Merito, sinceramente, di essere lasciato un po’ in pace. Basta violare la privacy».