Berlusconi costruttore tratta con le Regioni

Pubblicato il 25 Marzo 2009 15:05 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2009 19:54

La legge “allarga-casa” si farà, questo è sicuro. Come si farà e cosa sarà questa legge lo è un po’ meno. Si era partiti da un generale e festoso “mattone della libertà”, insomma 20 per cento di cubatura in più per tutti, condomini compresi. Poi, parola di leader, si era passati ad un provvedimento valido solo per ville e villette. Quindi Berlusconi ha precisato ancora: legge buona per abitazioni mono e bifamiliari, cioè, secondi i suoi calcoli, il 50 per cento delle abitazioni e degli italiani interessati.

Interessati in effetti e molto sono gli italiani: proprietari di case, costruttori, famiglie. La legge gode di un certo favore pubblico anche se non plebiscitario. C’è un problema: l’urbanistica spetta per legge alle Regioni. Dunque, incontro governo-Regioni. Da cui sembra uscita una mezza intesa: non sarà decreto legge ma disegno di legge, insomma ci vorrà più tempo per mettere davvero in piedi il cantiere familiare. E ci saranno delle garanzie, delle regole da rispettare. In ogni caso Berlusconi calcola saranno mobilitati decine di miliardi di euro. Anche Bossi, con una battuta, ha pronunciato il suo sì: “mi serve casa per mio figlio”.

Se il bilancio edilizio ed urbanistico è quindi ancora tutto da scrivere, quello politico è già delineato: Berlusconi ha acceso e alimentato speranze. Speculative ma anche reali, dato che in Italia di fatto non si può costruire nulla oppure tutto ma in maniera abusiva. Sono le sole due scelte consentite e praticate. Se le speranze saranno esaudite, magari condendole con qualche necessaria regola, sarà merito di Berlusconi. Se le speranze andranno deluse, sarà colpa delle Regioni e un po’ anche di chi ha frenato in nome della legge, Quirinale compreso.