Berlusconi e i gli attacchi della stampa cattolica: la sinistra applaude e così legittima le ingerenze vaticane/ Pensieri malmostosi

Pubblicato il 21 agosto 2009 11:44 | Ultimo aggiornamento: 25 agosto 2009 0:36

 

Negli ambienti della sinistra c’è stato un sensibile cambiamento di atteggiamento verso il quotidiano cattolico Avvenire, il giornale dei vescovi.

Fino a poco tempo fa era guardato come qualcosa di oscuro, più vicino all’inquisizione che alla rivoluzione.

Poi il cambiamento, da quando Avvenire si è messo a criticare le poco onorevoli attività notturne del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ma è soprattutto sulla legge sulla sicurezza e sull’immigrazione che la stampa del Vaticano non ha lesinato critiche anche pesanti, accusando in pratica il ministro dell’Interno Maroni di essere un razzista e uno xenofobo.

Ogni attacco una menzione e una tacca in più nella classifica dei buoni. Berlusconi merita le pene dell’inferno per tante ragioni, un po’ meno per le colpe di carattere sessuale, che sembrano essere attribuite da predicatori di altri tempi. Quanto alla politica leghista sugli immigrati, nulla di nuovo nell’atteggiamento del Vaticano.

Ma utilizzare i Vescovi italiani e il giornali loro vicini per la guerra santa può essere pericoloso. Significa infatti legittimare l’ingerenza della Chiesa nella politica italiana. L’ingerenza c’è e  c’è sempre stata e la si può anche considerare come la causa principale delle disgrazie italiane degli ultimi mille anni e della arretratezza politica dell’Italia.

Subirla è inevitabile, legittimarla, anzi riconoscerle dei meriti è un errore.

Come era diversa la sinistra quando si scagliava contro quel vescovo di Prato che aveva bollato dal pubblico due cittadini, forse per giunta anche comunisti, che vivevano assieme senza essere sposati. Ma era più di mezzo secolo fa e Berlusconi andava ancora a scuola.