Berlusconi: M5s non conosce nemmeno l’abc della democrazia. Gasparri: Fin troppo misurato

di Ama La Sunta
Pubblicato il 13 aprile 2018 6:19 | Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2018 22:39
Berlusconi: M5s non conosce nemmeno l'abc della democrazia. Gasparri: Fin troppo misurato

Berlusconi: M5s non conosce nemmeno l’abc della democrazia. Gasparri: Fin troppo misurato

ROMA – M5s “non conosce nemmeno l’abc della democrazia” ha detto Berlusconi. “È stato fin troppo misurato”, commenta Maurizio Gasparri. Come dargli torto?

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Sta a vedere che alla fine dovremo dire grazie  Berlusconi per avere impedito a Di Maio di diventare presidente del Consiglio e avere quindi salvato l’Italia.

Nella sua considerazione finale al Quirinale, parlando dopo l’incontro con Mattarella, cosa ha detto di male Berlusconi, si chiede Gasparri, “dopo aver ricevuto insulti di ogni tipo e offese personali e al partito di cui facciamo parte e che rappresenta milioni e milioni di italiani”. Bravo Presidente per aver parlato chiaro e anche, in fondo, contenendo i toni rispetto alle contumelie ricevute”.

L’immagine del centrodestra unito davanti a tv e fotografi al termine delle consultazioni al Colle del Quirinale dura poco.

Giusto il tempo di imboccare l’uscita. Basta una dichiarazione estemporanea e non concordata pronunciata da Silvio Berlusconi mentre Matteo Salvini e Giorgia Meloni lasciano la sala per mettere a rischio l’alleanza, già provata da almeno 24 ore di tensioni interne, culminate con una tregua armata al vertice di giovedì pomeriggio a palazzo Grazioli.

“Fate i bravi, sappiate distinguere chi è veramente democratico da chi non conosce nemmeno l’Abc della democrazia”, dice Berlusconi, mandando su tutte le furie gli alleati, in particolare la Lega, e i cinque stelle. La “zampata del vecchio leone”, come la definiscono tra gli azzurri, spariglia le carte. Una mossa ben studiata per stanare l’asse salviniano-grillino o casuale?, si chiedono in tanti.

Fatto sta che dopo il patatrac, Salvini corre ai ripari e per preservare l’asse con M5S si affretta a prendere le distanze. È il capogruppo al Senato, Gianmarco Centinaio, replicare a brutto muso alle parole del presidente di Fi: ”Le parole finali di Berlusconi oggi al Colle non rispecchiano la posizione della Lega, né quella del centrodestra che oggi si è espresso in maniera unitaria e concordata”.

Rincara la dose Giancarlo Giorgetti: ”È stata una battutaccia poco felice e inopportuna” che ha dato a Di Maio “il pretesto per respingere in blocco alla proposta che avevamo avanzato un’ora prima”. In poche ore, insomma, torna il gelo tra Fi e Lega, che rivendica la premiership, non necessariamente in capo al ‘Capitano’, lasciando così sempre spendibile la carta di Giancarlo Giorgetti. E se Berlusconi e Salvini sono di nuovo ai ferri corti, si arena l’ennesima volta la trattativa sul governo tra pentastellati e leghisti.

Berlusconi tace e si contano sulle dita della mano le ‘repliche’ azzurre. Come quella via Twitter di Simone Baldelli, vice presidente dei deputati di Forza Italia: ”Di Maio si lamenta della ‘battutaccia’ di Berlusconi nei confronti di M5S, neanche li avesse citati definendoli ‘il male assoluto’…”.

E poi come dare torto a Berlusconi? Solo in Italia può prendere un terzo dei voti un partito che rifiuta di essere partito, eteroguidato da una azienda privata, il cui attuale proprietario è subentrato per diritto ereditario al defunto fondatore suo padre. Dove a un certo punto devono anche avere litigato, al punto che l’altro co-fondatore del Movimento se ne è uscito, con armi e bagagli, portandosi dietro il suo Blog-Vangelo e tornando a fare il mestiere che non gli riesce di fare, il comico. Perché Beppe Grillo non fa certo ridere, ma semina paura sparando parole.

Un solo giornalista, Jacopo Iacoboni, della Stampa, ha provato a raccontare un po’ di retroscena e non lo hanno più fatto entrare. Alla faccia della trasparenza.

Quanto a parole in libertà, l’apparente leader del Movimento 5 stelle, Luigi Di Maio, dovete sentirlo o leggerlo per rendervi conto di dove siamo finiti. Ecco la sua dichiarazione dopo il colloqui con Sergio Mattarella:

«Abbiamo espresso al presidente della Repubblica la nostra preoccupazione sulla situazione siriana, pensiamo che ogni tipo di uso di armi chimiche sia intollerabile. Questa escalation internazionale impone una accelerazione del Governo”.

Capito bene? Il mondo è col fiato sospeso, in attesa di quello che dirà e farà il Governo italiano.

“Nella formazione chiediamo un contratto di governo sul modello tedesco con Salvini (Lega) e Martina (Pd). Li avrei incontrati volentieri ma abbiamo ritenuto che i tempi non fossero ancora maturi. Abbiamo avviato un comitato scientifico diretto dal professor Giacinto della Cananea”.

Ricordate don Abbondio? quello del “Carneade chi era costui?”. Invece i prof. Giacinto ha un curriculum di tutto rispetto, molto rispettabile, un background di grande prestigio: quanto durerà con i grillini?

E poi uno scatto di capriccio, come si permette il Pd a non fare come con Gesù la Domenica delle Palme? Canti e tappeti rossi a terra?: “Il Pd non sta aiutando, è fermo sulle sue posizioni. Con la Lega invece il Parlamento sarebbe subito operativo. Abbiamo una sinergia con il Carroccio, come già dimostrato con i vitalizi”.

Dopo i vitalizi del parlamentari italiani, ci aspettiamo il taglio dei costi dell’Onu. John Bolton è pronto per una consulenza.