Berlusconi e Patrizia D’Addario/ Nuova intervista a Repubblica. Il premier “sapeva tutto di me”. Particolari inediti sulle serate a Palazzo Grazioli

Pubblicato il 25 Giugno 2009 10:17 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2009 10:45

«Un harem – questa la sensazione che le rimase quella sera a Palazzo Grazioli – dove esisteva solo lo sceicco: lui».

Patrizia D’Addario, la escort con il registratore nella borsetta, non ci sta a passare per ricattatrice prezzolata e, anzi, fornisce particolari inediti sulle serate trascorse nella residenza romana di Berlusconi. In un’intervista rilasciata a Repubblica conferma per intero la sua versione dei fatti: «Io, a differenza di Silvio Berlusconi, ricordo ogni dettaglio» – dice, sfidando il Cavaliere che invece non ricorda proprio nulla.

Sul suo mestiere poco da dire: ha fatto la escort ma non vuole fare l’ ipocrita come le altre ragazze coinvolte che «tacciono, frequentano Papi, incassano le buste, fanno carriera e chiedono rispetto».

Già le buste: lei ha ricevuto solo un gettone di presenza da 1000 euro per la prima serata, mentre per la seconda sperava che finalmente le facessero avere quella benedetta licenza per edificare il suo residence. Non se ne è fatto niente e lei ha deciso di raccontare tutto: aveva preso contatti con un giornalista di “Oggi”, poi l’intervento della magistratura ha fatto precipitare le cose.

Su molti dettagli non può entrare, c’è un’inchiesta in corso. Ma a proposito della prima serata a Palazzo Grazioli qualcosa di piccante non esita a rivelarla: mentre la ventina di ragazze invitate indossavano tutte un abitino nero corto, «due ragazze che stavano sempre vicine, avevano pantaloni lunghi, erano due escort lesbiche che lavoravano sempre in coppia».

Ritorna sull’interminabile cena offerta dal Presidente del Consiglio: fino all’alba champagne e focaccine e torta allo yogurt, balli e canti interrotti da dvd celebrativi delle imprese diplomatiche del premier, ogni tanto qualcuna improvvisa una “ola”. Ovunque farfalle di tulle e carta velina. Intanto Frufrù, il barboncino bianco dono della moglie di Bush, lecca gli augusti piedi del presidente e i suoi.

Sulla notte passata in compagnia del premier Patrizia non può rispondere: conferma però che rimase per la colazione, una cosa intima.

Poi il 31 maggio il Premier è a Bari, la saluta ma la fa bloccare dagli uomini della scorta, anzi da uno in particolare: quello che «mi guardava la sera del 4 novembre mentre il presidente, seduto su divano, mi accarezzava esplicitamente».

Infine la denuncia di uno strano furto in casa: le hanno portato via cd, computer, biancheria intima e il vestito di Versace indossato la famosa notte.