Bersani il “biblista”: “Noi Davide, Berlusconi Golia. Le amministrative? Una fiondata”

Pubblicato il 10 Maggio 2011 21:21 | Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2011 21:21

Pier Luigi Bersani (foto LaPresse)

ROMA – Pier Luigi Bersani si arma di Bibbia e fionda, cita Davide e Golia e spera che dal voto amministrativo possa  partire un ”segnale di inversione di tendenza” che come ”una fiondata” colpisca l’esecutivo e dimostri che l’alternativa c’e’.

Così il leader del Pd dà il via al rush finale della campagna elettorale, che domani lo porterà nella tana del lupo a Milano, e, pur non caricando di valore nazionale il test amministrativo, e’ convinto che ”il Pd deve vincere bene per un cambio di direzione” nel Paese.

Gli auguri al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il quinquennio al Colle e il ringraziamento come ”indispensabile riferimento per il paese” non e’ l’unico anniversario ricordato oggi dal segretario Pd. ”Ieri – ricorda Bersani – ricorreva il decennale del contratto fra Berlusconi e gli italiani. Il contratto è’ venuto meno e nel frattempo lui ha fatto i soldi e ha salvato la pellaccia. Ma i nuovi notai, stavolta, saranno gli elettori”.In attesa dell’elettore-notaio, il Pd guarda i sondaggi e lavora, come si dice in politichese, ventre a terra per pescare in quel 20 per cento di indecisi, molti delusi dal centrosinistra ma anche elettori del centrodestra stanchi di un governo rissoso.

”Il Paese non ne puo’ più, deve andare avanti, vuole guardare oltre” e’ il messaggio che il Pd spera che esca dalle urne. C’e’ poi un altro messaggio che il vertice dei democratici spera che esca non dal primo turno ma dal ballottaggio: l’appoggio del Terzo Polo ai candidati del centrosinistra come esperimento per una futura alleanza elettorale. Bersani non demorde dal progetto nonostante i niet da Udc e Fli ed il pressing di Nichi Vendola e Antonio Di Pietro per stringere subito i tempi di un nuovo centrosinistra.

”’Il dopo Berlusconi è un’operazione – insiste il leader Pd – di ricostruzione. Non chiedo matrimoni indissolubili ma una convergenza su un programma di riforme fra il centrosinistra e le forze moderate che siano saldamente costituzionali”. Ma e’ chiaro che, soprattutto in campagna elettorale, dove ognuno tira acqua al suo mulino, le risposte siano negative: ”Non e’ l’ora – spiega il segretario Udc Lorenzo Cesa – delle grandi ammucchiate. Da tre anni ci muoviamo fuori dal bipolarismo. Abbiamo cominciato da soli, poi sono arrivati anche altri compagni di viaggio. Oggi i sondaggi dicono che il nostro appeal va oltre la somma dei partiti”. Ma Bersani guarda al ballottaggio, quando in caso di esclusione il Terzo Polo dovra’ decidere chi appoggiare, facendo in alcuni casi, ad esempio se si arrivera’ al secondo turno a Milano e a Napoli, l’ago della bilancia.