Bonaccini, il Pd lo teme: parla già da segretario col doppio incarico: sinistra e Franceschini appoggiano Schlein

Il Pd teme Bonaccini che parla già da segretario nazionale e vuole mantenere il doppio incarico: sinistra e Franceschini appoggiano Elly Schlein

di Enrico Pirondini
Pubblicato il 24 Novembre 2022 - 08:30
Il Pd teme Bonaccini che parla già da segretario nazionale e vuole mantenere il doppio incarico: sinistra e Franceschini appoggiano Elly Schlein

Il Pd teme Bonaccini che parla già da segretario nazionale e vuole mantenere il doppio incarico: sinistra e Franceschini appoggiano Elly Schlein

Bonaccini pigliatutto. Segretario nazionale Pd e Governatore. Un doppio incarico (eventuale) che fa discutere e divide i militanti.

Ma Bonaccini tira dritto. E spiega:”Sono sicuro che potrei conciliare le due cose, altrimenti per come sono fatto io non mi sarei permesso di candidarmi. Peraltro mancano due anni alla fine del governo dell’Emilia-Romagna. Ho mille difetti ed ho una qualità: mi contorno di persone veramente capaci”. Cioè, state sereni: in caso di vittoria non sarò da solo a gestire il Partito e la Regione.

BONACINI E IL PROGRAMMA DI RILANCIO PD

Pronte le linee guida della sua campagna elettorale. Ha già anticipato:”Il Pd deve precisare la propria identità, essere molto chiaro, non regalare la rappresentanza della sinistra a Conte e quella dei moderati al Terzo Polo, ma riappropriarcene anche noi”.

Aggiunge il politologo Gianfranco Pasquino, 80 anni, una vita a Bologna, contrario alla “doppia carica” perché “la Politica è un mestiere gravoso che richiede  gente a tempo pieno”. Dice il docente:”Il Pd deve ripartire da donne e uomini che vogliono cambiare la Politica, non da amministratori che fanno già i sindaci o ricoprono di altri ruoli “.

Intanto Bonaccini si è già calato nelle vesti di segretario nazionale criticando la legge di bilancio del governo (“sbagliata e iniqua”) e invitando il partito “a scendere in piazza tra le persone il 17 dicembre “.

IL FRONTE SPACCATO

La corsa verso il Congresso dem è affollata e ricca di trame e incognite. E Bonaccini si dice pronto al confronto. Prima di tutto e tutti c’è lo scontro con Elly Schlein, 37 anni, neo deputata, tripla cittadinanza (Italia, Svizzera, Stati Uniti), grinta da vendere.

È appoggiata da Bersani e Franceschini. Terzi incomodi Paola De Micheli (piacentina) e Matteo Ricci (sindaco di Pesaro). Seguono i campioni della sinistra (Orlando, Provenzano, Zingaretti) in probabile soccorso di Elly.

E non è finita qui. Base Riformista, corrente che fa capo a Guerini e Lotti (senza dimenticare Simona Bonafé, Andrea Marcucci, Emanuele Fiano, Simona Malpezzi) si è scatenata contro Bonaccini. Idem i Giovani Turchi di Matteo Orfini, già presidente Pd (2014-2019) dopo Cuperlo. Infine due incognite: De Luca e Nardella . Due outsider. Niente di più.

LE DONNE TUTTE CON BONACCINI

E le donne? Tutte con Bonaccini  a partire da Patrizia Prestipino, ex deputata e macchina da guerra del Pd Romano. E poi Valeria Fedeli (ministra all’Istruzione nel governo Gentiloni), Francesca Puglisi (sottosegretario al Lavoro nel Conte 2); Alessia Morani, avvocato civilista, ex deputato (2 legislature),  sottosegretario nell’ultimo governo Conte.

Va ricordata poi la vicentina Alessandra Moretti, avvocato, ex deputato ed ex europarlamentare, sfidante (sconfitta) alle presidenziali del Veneto da Luca Zaia. Cinque donne di alto profilo decise a tornare in auge. Ne vedremo delle belle.