Buccaneer/ Gli ostaggi liberati: “Ci davano un po’ di riso e poca acqua al giorno”

Pubblicato il 11 Agosto 2009 12:16 | Ultimo aggiornamento: 11 Agosto 2009 12:16

Un po’ di riso e mezzo litro d’acqua al giorno: è così che hanno vissuto i marinai del rimorchiatore Buccaneer, ostaggio, per mesi, dei pirati
somali. Lo hanno raccontato ai loro familiari, supplicandoli di aiutarli ogni qual volta avevano la possibilità di comunicare con loro. “Fate presto”, era la cosa che ripetevano più volte.

Lo dice, a poche ore dalla raggiunta libertà, la sorella di Bernardo Borrelli, uno dei marinai campani sotto sequestro. “Sono stati giorni difficili – dice la sorella, Antonella Borrelli – Spesso nelle telefonate ci diceva che a bordo mancava l’acqua e che le condizioni non erano delle
migliori. Inoltre, la pressione psicologica esercitata dai pirati è stata molto forte. Eravamo in contatto con la Farnesina, ci dicevano che stavano bene ma per noi non era sufficiente”.

“Erano stremati – aggiunge lo zio Alfonso Borrelli – nelle telefonate agli inizi di giugno Bernardo ci diceva ‘fate presto ci danno un po’ di riso e mezzo litro di acqua al giorno”

“Non sono stati trattati bene”. Lo ha detto ai giornalisti Susanna De Bari, moglie del cuoco molfettese Filomeno Troilo, riferendosi agli oltre quattro mesi di prigionia degli ostaggi italiani del Buccaneer. “Non so cosa sia successo – ha aggiunto – mio marito non l’ ha mai detto, ma mi ha detto che è molto dimagrito. So soltanto che a Ferragosto lui sarà a casa con la famiglia”.