Calciopoli, Moggi: “Sentenza già scritta. La Juve? Non giocavo da solo”

Pubblicato il 9 Novembre 2011 13:10 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2011 13:13

NAPOLI – Piu' deluso che arrabbiato, ma di sicuro tutt'altro che intenzionato a deporre le armi. Luciano Moggi aveva dribblato lo sfogo a caldo, ma all'indomani della sentenza che in primo grado lo vede condannato a 5 anni e 4 mesi nel processo a Calciopoli, si dice pronto a dimostrare in appello la sua innocenza. E lancia anche una frecciata al suo ex club che aveva commentato le sentenze ribadendo ''l'estraneita' della societa'''.

''E' una sentenza gia' scritta – ha detto Moggi ai microfoni di Sky – So soltanto che contro il Chievo o l'Udinese non giocava Moggi ma la Juventus, non capisco il comunicato della Juve, sembra quasi che abbia giocato io e non era cosi' assolutamente. Non c'e' dubbio che io mi difendero'. La Juve e' l'unica che ha perso due scudetti e deve riaverli, perche' li aveva vinti sul campo. Non aveva bisogno di aiuti, era la piu' forte e quindi le stavano tutti sopra. Io parlavo di spionaggio industriale ancora prima che lo scandalo Telecom venisse fuori. Sapevo che ci spiavano: le schede straniere erano state comprate per coprire il mercato, i fatti commerciali. Non era un'operazione fatta da me, la Juve le aveva comprate, poi alcune schede sono state eliminate e Angelo Fabiani e' stato assolto.''.

''E' stata una sentenza gia' scritta – ha sottolineato l'ex dg bianconero, gia' radiato nel processo sportivo in attesa del pronunciamento dell'alta corte del Coni – che non ha tenuto conto di tre anni di dibattimento. Hanno fatto il loro ingresso i testimoni dell'accusa e noi abbiamo rinunciato ai nostri perche' ci avevano difeso gia' loro. Trattandosi di una sentenza gia' scritta era inutile spendere e sforzarsi per portare prove. Siamo al primo round, ci sara' l'appello e io sicuramente non perdo coraggio percha' sono sicuro di non aver fatto niente''.

''Sono state tolte otto frodi – ha sottolineato Moggi commentando le condanne e le assoluzioni decise dal Tribunale di Napoli – ne sono state lasciate dieci. Ieri non avevo voglia di parlare perche' non conoscevo gli elementi, poi ho rivisto le cose e adesso andremo all'appello sperando in una giustizia che non e' scritta, ma in una giustizia vera, altrimenti dobbiamo sperare in quella divina. Che arriva soprattutto per quelli che hanno fatto tanto male a tante persone''.

Moggi dice di ''sentirsi bene umanamente'' perche' ''ho combattuto per me e per tutti quelli che sono stati distrutti da questo processo. Evidentemente devo continuare a combattere: se Dio mi dara' la forza, e me la sta dando, cerchero' di fare tutto quello che e' possibile per dimostrare il contrario di quello che hanno voluto scrivere. Una sentenza che non ha ragione di essere, anche perche' la Juve vinceva perche' era la piu' forte. Non vinceva Moggi, vinceva la Juve che andava in campo''.

L'ex dirigente bianconero si dice ''deluso'' anche dalla giustizia sportiva . ''Mi sento deluso da tutto – ribadisce Moggi – perché la sentenza sportiva non ha tenuto conto di quello che e' successo, hanno fatto un processo con venti telefonate delle 170mila, senza tenere conto che quello che e' emerso nella fase dibattimentale, istruttoria di questo processo che dura da tre anni, ha messo in evidenza altre cose. Sono deluso dalla giustizia ordinaria perche' mi aspettavo che fosse uguale per tutti e che non fosse gia' scritta.

Le nostre fatiche sono state inutili. Ora mi adoperero' perche' l'appello porti a una decisione diversa, sono fiducioso e non potrebbe essere diversamente''. Primo round ai giudici, Moggi aspetta la gara di ritorno.