Cari abruzzesi, da domani siete fottuti

Pubblicato il 12 luglio 2010 10:00 | Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2010 10:00


 Due anni fa, più o meno a novembre, scrivevo L’inferno sotto l’Abruzzo e pubblicavo il video che potete vedere qui sopra, nel quale venivano denunciati tutti gli effetti dell’idrogeno solforato e dell’anidride solforosa delle raffinerie di idrodesulfurizzazione. In Abruzzo le chiamano Centro Oli, come se, in mezzo ai filari di montepulciano, in fin dei conti non si producesse altro che olio d’oliva.


 Fino ad oggi, gli abruzzesi sono riusciti a risparmiare alla loro splendida regione gli effetti devastanti della petrolizzazione selvaggia. Da domani, invece, saranno fottuti. Non importa se il picco del petrolio è vicino. Non importa se il petrolio abruzzese fa schifo. Non importa se abbiamo dimostrato che si può facilmente rovinare l’ecologia di un’area ai confronti della quale l’Italia è un foruncolo, aprendo canali di comunicazione con l’inferno per chiudere i quali, secondo alcuni, l’unica speranza è un esplosione nucleare.

 Ecco, nella lettera di Iolanda, il destino di una regione e probabilmente anche di quelle limitrofe.

 LA PETROCELTIC HA VIOLATO LA CONVENZIONE DI ARHUS
 lettera al blog di Iolanda Di Simone

Caro Claudio,

  sono un’Abruzzese non colpita dal terremoto ma da un’altra calamità che si sta abbattendo sulla nostra meravigliosa regione: il Centro Oli.

 Non si tratta ahimè di un’iniziativa per promuovere il nostro buon olio, ma di una raffineria di idrodesulfurizzazione del petrolio, una delle attività tra le più pericolose e devastanti per l’ambiente e la salute umana.
 La nostra regione vanta la presenza di beni ambientali unici che ci hanno dato il titolo di "Regione verde d’Europa" e, come immaginerai, se il Centro Oli si farà sarà la fine dell’Abruzzo così come lo conosciamo. Il nostro patrimonio naturale, nonché gastronomico, e la salute di tutti i cittadini saranno compromessi inesorabilmente.

  La Petrolceltic ha intenzione di trivellare i nostri mari alla ricerca di petrolio. Ma quale petrolio? Si tratta di petrolio di bassa qualità, che quindi richiede procedure di raffinazione molto inquinanti: aria, mare e terra non saranno più gli stessi.

  Noi vogliamo quindi agire prima che lo trovino, perché a quel punto sarà troppo tardi. Finora (la battaglia è iniziata nel lontano 2007!) le trivelle sono state fermate grazie alle azioni della prof. Maria Rita D’Orsogna, che sta portando avanti questa battaglia d’oltreoceano (vive e lavora a Los Angeles) insieme a volenterosi cittadini che cercano di riunirsi come possono in comitati, raccogliendo firme e informando la popolazione.  Ad ogni tentativo di trivellazione arrivano le tesi di contrarietà della professoressa e dei cittadini, e finora sono riusciti a fermarli.

 Ma poco tempo fa la Petrolceltic è tornata all’attacco agendo di nascosto: disonestamente ha pubblicato il bando in MOLISE e solo dopo un mese ha inserito un piccolo articolo sul Tempo d’Abruzzo!!! Così non c’è stato modo di informare la popolazione in tempo e domani scade il tempo utile concesso dal ministero per presentare tesi di contrarietà.

  Il loro comportamento è contro la Convenzione di Arhus e contro la decisione del capo della commissione UE all’energia, Gunther Oettinger, che proprio pochi giorni fa, il 7 luglio, ha chiesto il FERMO IMMEDIATO DI TUTTE LE CONCESSIONI PETROLIFERE nei mari europei.

  La vicenda è piuttosto lunga e potrei darti maggiori informazioni, ma non vorrei dilungarmi ulteriormente.
  Vorrei lasciare però a tutti i lettori del blog alcuni approfondimenti, se avranno voglia di interessarsi alla vicenda:

  Blog di Maria Rita D’Orsogna
  Comitato natura verde
  Nuovo senso civico
  Gestione partecipata territorio

  Io sto cercando nel mio piccolo di diffondere la voce il più possibile.
  Ti ringrazio molto per il tuo ottimo lavoro e il tuo impegno nel diffondere la VERA informazione.

Un caro saluto
Iolanda


Leggi l’articolo originale su: ByoBlu – Il video blog di Claudio Messora