Carola Rackete, Cassazione conferma no all’arresto: “Ha rispettato dovere di soccorso”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Febbraio 2020 13:46 | Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2020 13:46
Carola Rackete, no all'arresto della Cassazione: rispettato dovere soccorso

Carola Rackete, no all’arresto della Cassazione: rispettato dovere soccorso (Foto archivio ANSA)

ROMA – I giudici della Cassazione hanno confermato il no all’arresto per Carola Rackete, la comandante della Sea Wacht che è entrata nel porto di Lampedusa nonostante il divieto del ministro dell’Interno. Secondo le disposizioni del “salvataggio in mare”, la Rackete ha rispettato il dovere di soccorso e per questo l’arresto andava respinto.

La Rackete era stata arrestata con l’accusa di aver forzato il blocco navale della motovedetta della Guardia di Finanza per impedirle l’accesso al porto. Nelle motivazioni depositate dai giudici della Cassazione si legge che “l’obbligo di prestare soccorso non si esaurisce nell’atto di sottrarre i naufraghi al pericolo di perdersi in mare, ma comporta l’obbligo accessorio e conseguente di sbarcarli in un luogo sicuro” . 

Secondo i giudici legittimamente è stata esclusa la natura di nave da guerra della motovedetta perché al comando non c’era un ufficiale della Marina militare, come prescrivono le norme, ma un maresciallo delle Fiamme Gialle. Dunque Rackete ha agito in maniera “giustificata” dal rischio di pericolo per le vite dei migranti a bordo della sua nave.

I capigruppo della Lega di Camera e Senato Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo hanno commentato: “Se la sentenza della Cassazione fosse davvero così come leggiamo dalle anticipazioni di agenzia sarebbe davvero sorprendentemente grave. Vorrebbe dire che non solo il decreto sicurezza bis potrebbe essere aggirato ma vorrebbe anche dire che le leggi del Parlamento per tutelare la sicurezza nazionale potrebbero essere tranquillamente superate con una sentenza”. (Fonte ANSA)