La polemica Casini vs Fazio nella cronaca di Mario Ajello sul Messaggero di Roma

Pubblicato il 27 Novembre 2010 20:02 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2010 20:06

Pier Ferdinando Casini, pubblico peccatore ma cattolico ortodosso è molto critico verso la trasmissione di Fazio e Saviano per il mancato accoglimento delle richieste dei gruppi pro-vita, decisione che, oltre ad avere provocato vivaci ma scontate reazioni negative a destra, ha anche spaccato in una certa misura la sinistra.

Casini ha detto: ”Pensavo che per loro non valesse la regola di essere forti con i deboli e deboli con i forti; hanno dato invece la parola a Maroni, ma non a coloro che chiedono una cosa semplice: inneggiare al diritto alla vita. Vorrei che Fazio e Saviano, che stimo molto, ritornassero sulla loro decisione”.

Mario Ajello, del Messaggero, uno dei migliori giornalisti romani, scrivendo sul giornale del suocero di Casini, inquadra il tema con eleganza e equilibrio .

Ajello parte da una ovvia constatazione, che a «Vieni via con me», visto il travolgente successo iniziale della trasmissione, “vorrebbero partecipare tutti”. E si chiede: dopo  Gianfranco Fini, Pierluigi Bersani, Nichi Vendola e Roberto Maroni, “adesso…. toccherà a Pier Ferdinando Casini?”.

5 x 1000

Spiega Ajello: “La questione è piuttosto complessa. I movimenti pro-life, tutto il fronte dell’associazionismo che si batte in difesa della vita, da giorni con l’avallo dei vertici di Viale Mazzini chiede di poter avere una presenza in video”, in modo da “ribattere ai discorsi favorevoli all’eutanasia andati in onda nelle scorse puntate”. Il contraddittorio è stato negato ai pro-life, mentre è stato invitato Casini, che, per gli autori del programma “un rappresentate di quel mondo cattolico”. Per Casini, però, “la risposta di Fazio è vergognosa perchè confonde le mele con le pere e lo fa deliberatamente”.

In questo spazio offertogli da Fazio magari dovrebbe, visto il format, recitare un elenco – quello di tutte le ragioni in difesa della difesa della vita? – come hanno fatto, ognuno a modo suo, gli altri politici chiamati in trasmissione. Vendola, nel suo elenco recitato con voce attoriale, ha parlato dei gay. Successone di ascolti. Bersani ha elencato le ragioni per cui vale la pena di essere di sinistra. Fini ha enumerato i motivi per cui ci si sente di destra. Maroni, con fazzoletto verde che spuntava dal taschino della giacca, ha passato in rassegna le accuse mosse alla Lega da Saviano nella trasmissione precedente, ha ribadito che quegli attacchi erano ingiustificati e falsi e via così. Ora potrebbe toccare a Casini, oppure no. «Ho fatto sentire la mia voce – spiega il leader dell’Udc – non per promuovere in tivvù il mio partito ma perchè il servizio pubblico televisivo parlasse di almeno uno fra le decine di migliaia di drammatici casi di malati lasciati tra mille difficoltà nel disinteresse generale e che ogni giorno innalzano, insieme alle loro famiglie, un meraviglioso inno alla vita. Non è questo il Fabio Fazio che ho conosciuto, spero abbia parlato la sua controfigura».

Ajello riporta così la replica di Fazio: “La Rai ha tantissime trasmissioni, io stesso ne ho un’altra oltre a ”Vieni via con me” e ho invitato Casini per questo sabato. Ci sono tante occasioni per affrontare in modo serio e con il tempo dovuto uno dei temi più delicati dell’esistenza, ma non è accettabile che si possa intervenire nella scrittura di una trasmissione che non è un talk show. Qualcun altro avrà modo di raccontare altre storie, ma altrove”.