Cassazione: Hai ucciso tua moglie? La gelosia non è più un aggravante

Pubblicato il 5 Maggio 2009 12:21 | Ultimo aggiornamento: 5 Maggio 2009 13:38

Il numero della sentenza è destinato a passare alla storia, giudiziaria ben s’intende: 18187. Con quel numero la Corte di Cassazione ha stabilito che la gelosia non può essere considerata un’aggravante nel caso di delitti anche gravissimi.

I giudici si sono espressi sul caso di un marocchino che aveva pugnalato a morte la moglie, dopo aver minacciato più volte di ucciderla, se l’avesse vista parlare con altri uomini. La Corte d’Appello aveva escluso, nel condannare a 14 anni, l’aggravante dei futili motivi.

L’accusa aveva fatto ricorso, denunciando le molestie prima del delitto, provocate dagli eccessi di gelosia. E la Cassazione ci ha messo una pietra sopra. La gelosia – scrivono i giudici – nella coscienza collettiva non è tale da costituire una ragione inapprezzabile di pulsioni illecite. Piuttosto è un pretesto per dare sfogo a un impulso criminale.