Chime.in sfida Facebook: così guadagna anche l’utente

Pubblicato il 19 ottobre 2011 2:11 | Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2011 2:11

ROMA – Il social network fa guadagnare l’iscritto. Chime.in di UberMedia lascia la competizione con Twitter e sfida il colosso Facebook. Gli utenti potranno condividere foto, video e testi di 2 mila caratteri. Il nuovo social network però offre la condivisione degli introiti pubblicitari. Più il tuo profilo sarà cliccato, più alti saranno i tuoi guadagni.

Dopo il “completo fallimento” di Google+ una nuova rete sociale è pronta a sfidare il social network di Mark Zuckerberg. Non saranno i contenuti e le funzioni avanzate la strategia di conquista, ma il revenue sharing, cioè la condivisione dei ricavi pubblicitari. Il tempo “perso” sul social network ora sarà un vero e proprio investimento per l’utente. Un profilo originale e creativo implicherà non solo soddisfazione personale, ma vero e proprio guadagno.

Bill Gross, amministratore delegato di UberMedia, ha detto: “Questo è un colpo rivoluzionario per il mondo dei social media. Per la prima volta gli interessi dei creatori di contenuti coincidono con gli interessi del social network che li pubblica. Gli utenti ottengono qualcosa dal loro duro lavoro multimediale”.

Ma Chime.in non è il primo social media ad utilizzare il revenue sharing. Già Youtube, popolare sito di videosharing, lo usa per aumentare la qualità dei propri filmati e premiare gli utenti che pubblicano video dai contenuti più popolari. Gross è convinto che “quando sono offerti soldi, tu puoi ottenere un livello di serietà e professionalità che non trovi quando il denaro non è coinvolto”.

Non solo l’utente, ma anche i grandi brand internazionali potranno aumentare i propri guadagni. Oltre alla propria pagina fan, che anche twitter e facebook mettono a disposizione per la pubblicità, i brand avranno a disposizione gli spazi pubblicitari sulla propria bacheca e potranno promuovere offerte ad altre società a cui chiederanno di fargli pubblicità. Nel primo caso i ricavi andranno interamente al brand, nel secondo invece i ricavi saranno divisi con UberMedia.

“Celebrità, case cinematografiche, show televisivi e case editrici avranno interesse a creare proprie pagine sulla nostra piattaforma . Infatti a differenza di quello che accade su Facebook, essi finalmente potranno monetizzare i propri contenuti”, ha detto entusiasta Gross. La sfida è aperta e l’opportunità per l’utente allettante, chissà se Zuckerberg è già pronto al contrattacco.